Il mio punto di vista

Il coraggio di costruire

Gabriella Magnoni Dompé
12 giugno 2013

Al termine di questa primavera che non c’è stata, quando ormai le giornate che dovrebbero allungarsi invece sembrano accorciarsi con questo tempo ballerino, e impegnata in una spola frenetica fra fisioterapista e agopunturista per cercare di salvare il salvabile della mia rachide cervicale posso dire che sono stata folgorata da un’immagine evocativa: l’ingresso di una sposa in chiesa.
Direte voi, che banalità. E aggiungo invece io: che coraggio!
Dopo la lettura sconsolante dei quotidiani e lo zapping sulle varie reti di news, pensare che invece ci sia ancora qualcuno determinato a voler condividere, costruire e creare qualcosa di nuovo – come appunto una famiglia – è assolutamente incoraggiante. Anzi dirò di più: a mio parere ha un che di miracoloso.
Nemmeno gli inganni del tempo hanno fermato la classica stagione (almeno questa rimasta invariata) di matrimoni, cresime, comunioni ed eventi, che ci hanno e ci stanno impegnando in una maratona “weekendistica” che per fortuna sa tanto di tradizione e di rinascita. Prescindendo dalle situazioni più o meno divertenti in cui possiamo essere coinvolti, la riflessione che mi sorge spontanea è la bellezza dell’essere umano, o almeno di alcuni suoi esemplari illuminati. C’è chi è ancora capace di guardare avanti, di non arrendersi di fronte agli ostacoli, di non trascurare mai quelli che sono i veri pilastri delle nostre vite.
Affetti profondi e amore vero: anche e soprattutto nel momento in cui rincontriamo persone, magari perse di vista da anni, e ci rendiamo conto che le vere amicizie non hanno bisogno di tante parole. E’ come essersi lasciati il giorno prima. E come è rassicurante vedere che è ancora possibile rispolverare vecchi discorsi e ricordi che credevamo oramai lontani, se non dimenticati. E farsi qualche sana risata, insieme.
Ecco cosa voglio dirvi oggi: soprattutto in tempi come questo di incertezze, non solo meteorologiche, i valori e i sentimenti più autentici sono le nostre ancore di salvezza. Come ho già avuto modo di dire, infatti, soltanto quando il gioco si fa duro i duri cominciano a giocare.
Personalmente non posso e non riesco a fermarmi, malgrado i problemi, malgrado talvolta lo scoramento: realizzo ogni giorno di più che è proprio in momenti come questo che si aprono le più grandi opportunità. E’ proprio ora che possiamo dimostrare – persino a chi banalmente si mette da parte oppure decide che la miglior arma è la critica improduttiva – che soltanto dopo aver creato il caos si può ricostruire l’ordine e che i grandi movimenti di pensiero vengono ad essere solleticati proprio quando i problemi risultano più pressanti e il vuoto intellettuale sembra allargarsi a macchia d’olio. E’ molto più semplice, in effetti, gettare benzina sul fuoco ed incattivirsi, soprattutto nei confronti di chi differentemente da tanti cerca attivamente di reagire e di aiutare gli altri. Ma questo è un atteggiamento di piccole persone che si avvitano su se stesse.
E’ quindi l’immagine di questa sposa che varca il portone della chiesa verso un’incognita nuova vita che mi ha molto colpito e rassicurato. E’ l’immagine delle persone armate di nulla se non di buona volontà, buoni propositi e voglia di fare che si proiettano in un futuro senza sapersi arrestare. Un futuro sicuramente incerto, ma anche potenzialmente carico di grandi soddisfazioni.
Per chi però conserva l’entusiasmo e la caparbietà di volerli conquistare, agendo in prima persona e facendosi “locomotiva trainante”, capace di diffondere la sua energia positiva e il suo desiderio di fare, di ricostruire. Ancora una volta.

Gabriella Magnoni Dompé