Musica

Il “Così fan tutte” di Guth debutta alla Scala

Elsa Galasio
23 giugno 2014

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Ci risiamo. La donna è volubile, inaffidabile, traditrice, farfalletta. Nessuna fa eccezione perché “così fan tutte”.
Il luogo comune più infallibile del mondo ha origini lontane e radici ben solide, tanto che Mozart, maestro dei doppi sensi e delle maliziosità nascoste, ha intitolato la sua ultima opera in italiano proprio “Così fan tutte ossia la scuola degli amanti”.

Il Teatro alla Scala ha voluto rendere omaggio al grande compositore di Salisburgo mettendo in scena il dramma giocoso in due atti su libretto di Lorenzo da Ponte, in un allestimento proveniente proprio dal Festival di Salisburgo che vanta la regia di Claus Guth.
Il tema dell’opera, più attuale che mai, ben si sposa con la scenografia moderna in stile loft americano, rigorosamente bianco, e con i costumi semplici e lineari di Anna Sofie Tuma.

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Dati i presupposti è ancor più facile identificarsi nei personaggi femminili, Fiordiligi e Dorabella, le due donne affascinanti interpretate da Maria Bengtsson e Katija Dragojevic, che dapprima si disperano per i due amanti lontani e poi cadono nei tranelli del sagace Don Alfonso (Michele Pertusi), intento nel fine di provare l’infedeltà innata del genere femminile.
I rispettivi consorti, Gugliemo e Ferrando, interpretati dalle voci di Adam Plachetka e Rolando Villazon, sono come burattini disillusi nelle mani di Alfonso, il deus ex machina della vicenda amorosa.

Complice della grande farsa è Despina, cameriera delle sorelle, unica donna italiana del cast, Serena Malfi, che nell’opera si traveste due volte per rendere il gioco ancora più verosimile e dimostrare la teoria di Don Alfonso. Le sue parole, come un siero nelle orecchie di Dorabella e Fiordiligi, saranno decisive nel convincerle a lasciarsi andare nelle braccia dei due stranieri dispensatori di amore giunti alla loro porta.

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L’epilogo è scontato; le sorelle cedono alle lusinghe dei nuovi arrivati che altri non sono che i loro amanti travestiti. Non solo, le coppie si mescolano in una sorta di scambismo consapevole e la natura, entrata nell’appartamento in un gioco di prospettiva, sarà complice degli istinti amorosi. Come sempre Mozart riesce ad estrapolare da un dramma giocoso una triste morale sulla leggerezza dei sentimenti umani.

L’opera sarà in scena fino al 18 luglio sotto la direzione di Daniel Barenboim.

Elsa Galasio


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