Sport

Il derby Inter-Milan: Pover Christ Superstar

Riccardo Signori
10 aprile 2017

“Pover Christ Superstar” era uno sfacelo di risate: portato in teatro dai Legnanesi con battute al vetriolo, satira da far lacrimare gli occhi, farsa in salsa dialettale, è stato un successone per anni a cominciare dal 1973. Quelle erano storie di popolo, popolani-popolane, ideologia di una collettività proletaria. E così sarà il derby: molto proletario. Tradotto per comodità pallonara in questa sintesi: gruppo di poveri Cristi del pallone che si credono Superstar.  Che altro sono due squadre dall’enorme tradizione calcistica, costrette a giocarsi un posticino in Europa league dopo un campionato pieno di speranze e ricco di toppate?

 L’ultima Inter fa piangere, ma al tempo stesso fa ridere gli avversari. Buon cuore, non c’è dubbio: ha ridato fede perfino al Crotone. Il penultimo Milan (contro il Pescara) ha fatto ridere, l’ultimo (contro il Palermo) ha cambiato l’umore del suo tifo facendo sorridere. Derby pre-pasquale: meglio portarsi le uova (quelle di cioccolata, non quelle da tirare in campo) per rendere comunque dolce la festività. Inter (squadra di casa in questa sfida) e Milan promettono di lasciare l’amaro in bocca. A prescindere dalla classifica e dal risultato.

 La squadra di Pioli ha conquistato 7 punti nelle ultime 6 gare. Quella di Montella non è riuscita a sconfiggere il Pescara, si è divertita con il Palermo, ma galleggia dove dicono i valori suoi: tra il 6° e il 7° posto, al di là dei sogni maturati nel girone di andata.

 L’Inter doveva competere per la zona Champions e, chissà mai far sentire il fiato alla Juve. il Milan era già segnato ad una stagione di fatiche, travagli e rimorsi (dei suoi dirigenti). L’Inter ha una proprietà cinese che ha capito un po’ tardi dove mettere mani e come metterle. Il Milan ha arrancato due anni in cerca di un compratore ed ora pare averlo trovato in un groviglio di situazioni improbabili, se non grottesche.

 Chi mai Pover Christ più di questo derby? Non serve la traduzione, ma in caso di poca comprensione basta guardare la classifica e la resa sul campo. L’Inter sembra segnata da una legge del destino: cambiano allenatori, giocatori e padroni, ma poi ricade sempre in devastanti testa –coda che la mandano fuori giri. Il Milan quest’anno ha ottenuto quanto poteva, e forse qualcosa in più nei momenti in cui ha potuto disporre di tutti i giocatori migliori.

 Comunque vada il derby, non c’è futuro né per l’una, né per l’altra senza l’acquisto di giocatori validi nei piedi, nella testa e nella capacità di mantenere una leadership. Questo è il vero è problema di entrambe: non serve tanto un allenatore più o meno bravo, ma giocatori di diverso stampo caratteriale.

 L’Inter è naufragata con le sue mezze figure: Kondogbia, Joao Mario, Murillo, Brozovic, Eder, Banega, e tutta la schiera dei terzini tranne forse D’Ambrosio. Ed è difficile salvare anche Perisic e Candreva(sbagliano troppo nei tiri e nei passaggi) che, con Icardi, compongono un trio, sulla carta tra i più forti in Italia.

 Il Milan si è riassettato solo di recente registrando i miglioramenti di Suso, il cambio di passo di Carlos Bacca e il reset di Deulofeu, arrivato come oggetto misterioso ed ora molto più comprensibile ed apprezzabile. Il Milan ha ,tra i pali, un numero uno del futuro: Donnarumma. L’Inter si avvale di un numero uno tra i meno validi negli ultimi 30 anni.

  L’Inter ci ha preso con l’acquisto di Gagliardini a centro campo, ma il poveretto avrebbe bisogno di miglior compagnia. Il Milan dovrà interamente rifare il centrocampo. Con queste prospettive ci avviciniamo al derby: due squadre di tradizione ridotte al rango di comprimarie, nonostante le centinaia di milioni spesi, soprattutto dall’Inter. I nerazzurri hanno distrutto in poche giornate tutto quanto avevano costruito. I rossoneri stanno riassestando mattoni dopo qualche frana. Il Milan crede nel suo allenatore, ma non sa quanto valga davvero. L’Inter sta sfogliando la margherita di ogni stagione: Pioli resta o non resta? Il Milan fa blocco, l’Inter fa confusione. Storicamente questa è l’immagine delle due società.

 Mettiamole ai voti: l’Inter si prende un 5 (sarebbe 3 per le ultime due partite). Il Milan acchiappa un 6, considerate tutte le difficoltà (infortuni e giocatori di medio valore). Icardi finora era da 7, ma sta scivolando indietro. Bacca era da 5 ma nelle ultime giornate è risalito alla sufficienza.

 Derby senza una Superstar, ma con tanti Pover Christ. Troppo pagati.


Potrebbe interessarti anche