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Il design a luci rosse che non si nasconde sotto le lenzuola

Claudia Alongi
1 gennaio 2013

Eros e progettazione creativa s’intrecciano nella casa milanese del design.
I corridoi della Triennale ospitano infatti, fino al 10 marzo 2013, la mostra “KAMA. Sesso e Design”.
La collettiva, progettata in otto sezioni (Archetipi, Priapo, Origine du monde, Seni, Glutei, Orifizi, Accoppiamenti ed Erotic Food Design), prende in prestito il nome al dio indiano dell’eros, Kama e svela il mondo della sessualità rintracciandone le radici storiche e antropologiche con un’ampia selezione che va dai reperti archeologici fino ad arrivare alle opere del design contemporaneo. E così accanto ai vasi etruschi e agli amuleti fallici di epoca romana, scopriamo la Mae West Lips Sofa di Dalì o il provocatorio muro di calchi di 400 genitali femminili, The Great Wall of Vagina di Jamie McCartney.
A questi, è affiancato un progetto parallelo d’installazioni site-specific inedite che coinvolge otto progettisti internazionali tra cui Nacho Carbonell con la sua Unknow Shell (un pantagruelico utero da scalare, in un’irrefrenabile pulsione di conoscenza) e Matali Crasset, che mette a disposizione un’area in cui i visitatori possono sussurrarsi stralci di letture erotiche attraverso i filtri nelle pareti.

In scena però più Karma che Kama, nel senso che la sfera “scandalosa” dell’intimità è qui indagata senza imbarazzi o voyeurismi, ma sublimata oltre gli stereotipi (in modi provocatori e ironici questo sì) per rivelarne l’ancestrale sacralità.

Moltissimi gli oggetti di uso comune, gli utensili e i complementi d’arredo caricati dei doppi sensi più audaci e voluttuosi.
Ma il godimento si sa, è anche culinario. A ricordarcelo una miriade di prelibatezze a tema “genitale” dalle praline di cioccolato a forme falliche, ai seni-cassatine “Minne di Sant’Agata”.

Il sesso è dappertutto, ma è anche l’ultimo tabù.
E così tra le polemiche, la rassegna ha il divieto d’entrata per i minori di 18 anni. Una censura che diventa un’occasione mancata per insegnare ai più giovani che esiste un sano e intimistico erotismo oltre i modelli suggeriti da televisione e spettacolo.

Claudia Alongi


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