Cinema

Il dramma di The look of silence e l’onirica Vita oscena

Giorgio Raulli
29 agosto 2014

VENgio1

Tre i film in concorso proiettati nelle sale: Ghesseha, della regista iraniana Rakhshan BanietemadLa rançon de la gloire del regista francese Xavier Beauvois e The Look Of Silence di Joshua Oppenheimer.

Il primo è una storia d’amore in senso ampio, affetto tra madri e figli, donne e uomini oltre che mariti e mogli, persone vive grazie alla voglia di una vita migliore e alla loro grande forza. Con questo film abbiamo di fronte una nuova occasione per riscoprire le realtà di un Paese sempre al centro di un’attenzione mediatica che però privilegia molto poco il punto di vista delle persone che in quel posto ci vivono, e la regista ci invita in un viaggio attraverso l’Iran e le difficili dinamiche dei suoi abitanti tra le pressioni culturali e sociali.

 

La seconda pellicola ci riporta agli ’70, in una cittadina sul lago di Ginevra, dove Eddy (Benoît Poelvoorde), appena uscito di prigione, viene accolto dal suo amico Osman (Roschdy Zem) a patto che si prenda cura della figlia di sette anni dell’amico. Un giorno, quando viene annunciata la morte di Charlie Chaplin, Eddy inizia a pensare di rubare il corpo del celebre attore per chiedere un riscatto alla famiglia; una commedia agrodolce che diverte ma sa anche commuovere.

The Look Of Silence è invece il seguito del documentario drammatico The Act of Killing (che è valso il premio Oscar al regista Oppenheimer): se in quest’ultimo si raccontava il colpo di Stato in Indonesia del 1965, il genocidio e le purghe anticomuniste attraverso gli occhi dei carnefici, il suo lavoro in concorso a Venezia segue in particolare la storia di un uomo sopravvissuto alle atrocità di quel periodo, la sua grave sofferenza per ciò che ha subito ma soprattutto per la perdita del fratello maggiore, torturato fino alla morte dai ribelli.

L’Italia fa capolino con La vita oscena di Renato De Maria nella sezione Orizzonti: il film è sul paradossale viaggio di Andrea (Clément Métayer) alla ricerca della morte; la realtà distorta e deformata fa piombare il protagonista in un mondo quasi fumettistico, pieno di colori, e momenti di poesia onirica. Il film, tratto dall’omonimo romanzo di Aldo Nove pubblicato nel 2010, vede nel cast anche Isabella Ferrari e in veste di produttore Riccardo Scamarcio. Nella stessa categoria è stato proiettato anche Réalité, l’ultimo lavoro del registaQuentin Dupieux, la vicenda del cameraman di Jason (Alain Chabat) che, sognando di dirigere il suo primo film horror, è costretto dal suo produttore a trovare l’urlo perfetto della storia del cinema.

Fuori concorso Qin’ai de (Dearest il titolo internazionale), film del regista cinese Peter Ho-sun Chan: la storia drammatica di due genitori che partono alla ricerca del figlio scomparso, superando numerose difficoltà e frustrazioni; quando riescono finalmente a ricongiungersi con lui, il bambino è ormai stato adottato da una famiglia, dando inizio a nuove drammatiche dinamiche per la vita dei protagonisti.

Giorgio Raulli

 


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