Musica

Il festival di Aix-en-Provence è alle porte

staff
2 luglio 2012

Fra qualche giorno comincerà uno dei festival di musica classica più attesi del periodo estivo: parliamo del Festival di Aix-en-Provence, che dal 5 al 27 Luglio attirerà nel sud della Francia migliaia di appassionati e di specialisti, grazie a una programmazione che spazia dall’opera lirica ai concerti e dal Barocco fino alla musica contemporanea.
La storia del festival affonda le proprie radici nel lontano 1948, grazie all’intervento del melomane Gabriel Dussurget, che ne fu direttore artistico per 34 anni. Egli non avrebbe mai immaginato che dopo solo un anno l’evento, dalle modeste premesse con cui era partito, avrebbe acquisito un’incredibile fama internazionale. Se i primi trent’anni di allestimenti sono stati all’insegna dell’opera barocca e metastasiana, a partire da metà degli anni ’70 il festival sì è orientato maggiormente verso il belcanto ottocentesco; negli ultimi dieci anni poi, grazie alla direzione di Stéphane Lissner, è stato dato notevole rilievo all’ambito pedagogico, con la fondazione dell’Académie Européenne de Musique, che propone stage di altissimo livello orientati verso tutti gli ambiti della produzione musicale.
Per quanto riguarda la programmazione operistica 2012, grande è la varietà di epoche e autori. Nelle sette produzioni di quest’anno si va dallo Charpentier di “David et Jonathas” diretto dal grande W. Christie a “L’enfant et les sortilèges” di Ravel, riarrangiato in un’inedita versione da camera da D. Puntos. Non potevano mancare Mozart (artista storicamente prediletto nelle produzioni di Aix) con due classici come “Le nozze di Figaro” e “La finta giardiniera” e Rossini , di cui viene proposta la prima opera lirica, “La cambiale di matrimonio”. Inoltre, sono ben due le opere commissionate ad hoc per l’occasione, che verranno quindi eseguite in prima assoluta mondiale. La prima è “Une situation Huey P. Newton” di J.M Bruyère e del gruppo artistico LFKs, che racconta la fondazione del partito delle Black Panters. La seconda opera contemporanea è invece “Written on skin” di G. Benjamin, su libretto di Martin Crimp. La storia, piuttosto cruda nell’intreccio, affronta con pochi personaggi in scena le tematiche della scoperta di sé, della seduzione e dei giochi di potere che inevitabilmente si instaurano fra gli individui.
Ai lavori teatrali si accostano una miriade di concerti, in cui ad artisti del calibro di W. Christie, V.Gergiev, Renée Fleming e M. Bouvard (solo per citarne alcuni) verranno affiancati i récital degli allievi più meritevoli dell’ Académie Européenne, seguendo l’inesausto obiettivo di dar voce e visibilità alla nuova generazione di interpreti della musica classica.
Infine, nell’arco di tutto il festival saranno numerosissimi i dibattiti culturali e le conferenze, per far incontrare pubblico e artisti nella maniera più diretta possibile, nell’idea che la musica sia anche, e soprattutto, partecipazione.

 

Eva Marti


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