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Cultura

Il Giardino degli Amanti al Teatro alla Scala

Emanuela Beretta
15 aprile 2016
Giardino degli amanti - Nicoletta Manni e Roberto Bolle foto Brescia Amisano

Giardino degli amanti – Nicoletta Manni e Roberto Bolle foto Brescia Amisano

Il Teatro alla Scala porta in scena fino al 19 aprile Il giardino degli amanti, una nuova creazione di Massimiliano Volpini su musica di Wolfgang Amadeus Mozart, con scene e costumi di Erika Carretta.
I solisti Francesco Manara, Daniele Pascoletti, Simonide Braconi, Massimo Polidori, Andrea Manco, Fabien Thousand e Fabrizio Meloni suonano a vista. Massimiliano Volpini, ex ballerino scaligero, che con questo spettacolo inaugura le celebrazioni dedicate al 225’ anniversario della scomparsa del compositore austriaco, ha curato per Roberto Bolle assoli e passi a due.
La scena si svolge in un essenziale giardino incantato, un affresco disseminato di chiaroscuri e danze. L’orchestra da camera suona quartetti e quintetti del celebre compositore. Una donna e un uomo contemporanei esplorano il labirinto e si perdono. Compaiono e scompaiono sulla scena figure e personaggi presi a prestito dalle opere mozartiane che interagiscono e narrano un viaggio onirico da principio contemporaneo che arriva, attraverso la danza, alla regalità del ‘700 per poi ritornare ai giorni nostri. I protagonisti  raccontano le proprie storie e vicende amorose sincronizzati, a volte, dalla Regina della Notte, la fata fuori dal tempo che agevola e risolve.
Un giardino di danze virtuosistiche, divertite, appassionate che si susseguono in maniera dinamica e veloce con continui cambi di atmosfera. Come in un sogno dove tutto si mescola, dove il reale e l’illusione si fondono.
Nicoletta Manni è eterea, provocante, impeccabile, fluttua e volteggia perfetta sempre tra le braccia di Roberto Bolle, l’amante seducente e appassionato che riempie il giardino di danze strabilianti che emozionano e coinvolgono per l’inimitabile, puntigliosa e consolidata bravura. La Regina della Notte Marta Romagna ammalia con la sua energica potenza ed autorevolezza. Don Giovanni è un eccellente Claudio Coviello calato nella parte, attraente e spregiudicato. Mick Zeni, un ottimo  conte di Almaviva. Il Corpo di Ballo del Teatro alla Scala conferma una qualità elevatissima.
Uno spettacolo innovativo, ricompensato da calorosi applausi  che ha colmato le aspettative e ha portato ancora una volta su questo palcoscenico un vero capolavoro di eleganza e stile.

 


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