Arte

Il lago di Como nel segno del cachemire

Rita Cotilli
23 luglio 2016

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Esistono dei segni unici e da tutti riconoscibili, le cui origini si perdono agli albori della civiltà, per giungere fino a noi attraverso il linguaggio universale della moda. Uno di questi è il boteh, meglio noto come paisley, il motivo a goccia dalla punta ricurva, al quale è dedicata la mostra “Cachemire, il segno in movimento”, visitabile fino al prossimo 18 settembre.

L’evento, organizzato dalla Fondazione Antonio Ratti (FAR), a cura di Margherita Rosina e Francina Chiara, è ospitato nelle due sedi di Villa Sucota a Como e Villa Bernasconi a Cernobbio, entrambe sulla sponda occidentale del lago di Como. Scenari suggestivi per un tema altrettanto affascinante e seducente come il boteh, che richiama passati lontani e immaginari esotici, aprendo la strada a numerose interpretazioni circa la sua enigmatica forma.

Attraverso una selezione di 150 pezzi, è possibile ripercorrere la storia del paisley, mettendone in evidenza sia l’evoluzione e l’interpretazione nelle diverse epoche storiche che l’ampia diffusione.

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Dalle origini mesopotamiche alle decorazioni degli scialli del Kashmir,fino a giungere nel Seicento in Europa grazie alle Compagnie delle Indie. Da qui, la fortuna del motivo a goccia sarà sempre crescente, decorando nell’Ottocento sete, lane, nastri e merletti, arricchendosi anche di volute barocche.

Nel corso del ‘900 sono tre i momenti di massima diffusione del boteh: sulle cravatte e accessori maschili a cavallo tra le due guerre; durante lo sviluppo tessile lariano del secondo dopoguerra; come must della moda femminile degli anni ‘80, quando le manifatture comasche godono di un periodo di grande fermento, realizzando soluzioni decorative destinate alle passerelle dell’alta moda milanese e parigina.

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Il percorso cronologico e tematico dell’esposizione mira a valorizzare gli antichi tessuti delle collezioni della FAR, come scialli indiani ed europei mai esposti prima e restaurati per l’occasione, e tessuti moderni provenienti da aziende del territorio lariano che hanno realizzato del cachemire numerose e suggestive varianti. Diversi anche gli abiti presenti, dalle fogge ottocentesche, come il mantello da sera di Drecoll del 1907 e la vestaglia kimono di D’Annunzio, sino a capi contemporanei, tra cui l’abito di Valentino Boutique indossato da Patty Pravo per un servizio su Vogue.

Un motivo quindi retrò e moderno al tempo stesso, un po’ goccia, un po’ foglia, un po’ frutto, la cui presenza accompagna l’evoluzione della moda nel tempo, raccontata attraverso la storia di un segno in movimento.

 

Cachemire, il segno in movimento
8 giugno-18 settembre 2016
Villa Sucota (Como) – Villa Bernasconi (Cernobbio)
Orari: lunedì-venerdì 14-18; sabato e domenica 10-19


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