Leggere insieme

Il libro dei miei record disastrosi

Marina Petruzio
27 luglio 2015

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Godibilissima lettura estiva firmata dall’intelligente brio di Bernard Friot, Il libro dei miei record disastrosi da Lapis Edizioni saprà tenere incollati e sorridenti anche i più restii ad abbandonarsi al piacere della lettura, ad un attimo di pausa da giochi d’acqua e solleone.

Ben Cardin – e Ben è il suo vero nome, non un diminutivo, fate attenzione perché questa del diminutivo è una cosa che gli fa veramente venire i nervi – sembra essere un concentrato di cose sbagliate: qualsiasi cosa o attività intrapresa, per non parlare della scuola, sembrano garantirgli solo record, dei record al negativo!
Un record è comunque un record, qualsiasi esso sia, anche stupido, soprattutto a 11 anni e 111 giorni, e così Ben decide di racchiuderli in un libro, un diario segreto, un libro molto personale, confidenziale, top secret e guai a chi vi si avvicina…e per gratificarsi almeno un po’- come fa uno così, uno considerato stupido da tutti, anche dalla propria famiglia, a cui la professoressa di italiano non corregge neppure il compito per paura di sporcarsi la penna in quel mare di cancellature e colate di inchiostro, ad avere stima di sè? – per ogni singolo record si regala, o meglio si fa assegnare da una giuria severissima, un diploma!

E ce ne sono di veramente esilaranti: come quello di rutti a tavola, di cacche, chewing-gum e altre porcherie incollate sotto le suole, di lividi di tutti i colori, della bugia più scema. E questo solo per citarvene alcuni. Sì, perché quando ti dice male ti dice male sin dal mattino, per cui a sera hai accumulato una serie di sfortune da far Bingo!
Come quel giorno in cui ti alzi di ottimo umore, addirittura due minuti prima che suoni la sveglia, ti metti a canticchiare un motivetto inventato, balli, salti, fai la ruota e le capriole nel soggiorno, dico, è il 29 Febbraio, ti hanno regalato un giorno in più e non vuoi essere contento? Festeggiare almeno un po’…ringraziare? A sera il record battuto con diploma speciale della giuria è di 29 insulti! E provate a batterlo se ne siete capaci!
Suonato, calamità, catastrofe naturale, cataclisma, tsunami, uragano, devastatore e rompiscatole, a cui seguono cretino e deficiente – le sorelle e i fratelli, lo sappiamo tutti per esperienza personale, quando possono dare una mano non si tirano mai indietro! – per aver mandato in mille pezzi la bottiglia del latte riappoggiandola su un pezzo di tavolo inesistente dopo averlo versato, testa di rapa tonto e porcellino. Inutile dire che questo record è il preferito da Tommaso, ogni insulto ha scatenato veri e propri momenti di ilarità – perché, mi spiegherà più tardi, le parolacce non si possono dire ma leggerle è un’altra cosa, leggerle fa ridere! Povero Ben…
Il record di rutti a tavola ci è stato letto ad alta voce catalizzando l’attenzione del salotto del quale eravamo ospiti, fosse per quel suono che da leggere non è facile, quell’onomatopeico che Friot ha preferito non prendere dai fumetti ma inventare con un eurgh sul quale un po’ ti devi esercitare, fosse perché quando un rumore ti scappa a 9 anni come a 99 una risatina te la sollecita sempre, e pensa se sei a tavola con zia Rosy e al primo eurgh tua sorella scoppia a ridere, i tuoi no, e a breve distanza ne segue un altro e poi un altro e un altro ancora ed allora tua sorella inizia a contarli ad alta voce ridendo a crepapelle, mentre il papà sul trentasettesimo esclama Questo è il rutto di troppo e la mamma ti intima di lasciare la tavola! 37 rutti in meno di un’ora e a tavola!  Un bel diploma e 20 euro regalo della zia Rosy che forse non si divertiva così da anni, anche se non l’ha dato a vedere! Credo meritasse una lettura condivisa si, sempre per il concetto di cui sopra, spero…

E per quanto il record di insulti resti in assoluto il preferito non si può non citare – e per motivi di spazio non possiamo citarli tutti – il record di lividi di tutti i colori che consta di 22 lividi = 19 colpi e 3 pizzichi ( sempre la sorella!), che a seconda del tempo di maturazione assumono interessanti variazioni cromatiche che vanno dal nero al giallognolo, passando per un verdastro non ben identificato.
Nel lungo elenco, nel quale il nostro amico Filippotti potrebbe solo aggiungere qualche suo rocambolesco, c’è anche una porta di un camion frigorifero sulla spalla sinistra durante una passeggiata tranquilla e uno, inevitabile sul fondo schiena, risultato di una caduta durante una lezione di storia – cercavo di mantenermi in equilibrio su due sole gambe della sedia. Record battuto: 19 minuti!…non male eh?
E come direbbe ancora Ben, a buon intenditore…

Insomma, leggere Il libro dei miei record disastrosi è stato divertente come aver passato una giornata con l’amico, magari anche compagno di scuola, quello che appena apre bocca o si muove fa ridere, suo malgrado, quello che magari ha uno stirato “discreto” in condotta ma che ti porteresti a casa tutti i giorni!

Il libro dei miei record disastrosi
un romanzo di Bernard Friot
Traduzione: Janna Carioli
Ed.: Lapis Edizioni
Euro: 10,00
Età di lettura: da 9 a 99 anni su consiglio dell’autore!


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