Musica

Il lied è in festa ad Hannover

Daniel Seminara
10 dicembre 2012

All’interno del notevolissimo panorama musicale della città di Hannover ha importanza e preminenza il cartellone della Hochschule für Musik, che offre a cadenza quasi giornaliera concerti seguiti da un variegato pubblico di studenti e non.
Tra la miriade di appuntamenti proposti spicca Liedfest, ciclo di concerti tenutisi dal 5 ottobre al 5 dicembre che si inserisce nel progetto più ampio denominato Klang Raum New York.
Il tema principale e filo conduttore di quest’anno è appunto la metropoli statunitense, che negli anni ’30 del secolo scorso ha attirato figure importanti in fuga dall’Europa, come Alma Mahler, Hanns Eisler, Friedrich Holländer e Bela Bartók.

Il programma di Liedfest, che quest’anno giunge alla sua terza edizione, ci mostra uno scorcio di un panorama meno conosciuto dal grande pubblico e la trasformazione di una delle forme cardine della musica tedesca nel passaggio al nuovo continente. Alcuni tra i compositori che figurano sono Yves, Barber, Varese, Crumb, Bernstein e Gershwin.
L’ultimo dei concerti di Liedfest si è tenuto il 5 dicembre nella Jacoby Saal della Hochschule e ha visto la partecipazione di due ospiti d’eccezione: il tenore e la soprano americani Robert Dean Smith e Nicole Chevalier. I due, accompagnati dal pianista e professore Jan Philip Schulze, si alternano in un viaggio musicale tra Europa e America. Si parte da tre lieder di Schumann tratti da altrettanti cicli dove Dean Smith impone fin da subito la sua caratura. Grande solidità e potenza sonora caratterizzano una delle voci simbolo del repertorio wagneriano – ricordiamo i ruoli di protagonista in Tristano e in Lohengrin e le partecipazioni al festival di Bayreuth- in omaggio al quale propone due brani tratti dai Wesendonck-Lieder.

La Chevalier, forte del primo premio come migliore cantante classica dell’anno 2006 e protagonista di una pluripremiata Traviata alla Staatsoper di Hannover, si presenta con quattro canzoni giovanili di Claude Debussy e prosegue con frammenti da opere di Crumb e Menotti. La sua esibizione vocale è accompagnata da una gestualità che promuove un accostamento figurativo della scena musicale, tendenza che si addice egregiamente a brani come Pantomime o Pierrot o a The Serpent di Lee Hoiby.
In un crescendo musicale e artistico l’apice è raggiunto in un ciclo di lieder di Strauss, dove due splendide interpretazioni che fioriscono in Morgen e in Die Nacht sono supportate dall’eleganza e dalla raffinatezza di Schulze, che riesce a completare la cornice di questo meraviglioso quadro.
Largo dunque agli applausi per questi due interpreti che, grazie alla loro bravura e all’oculatezza nella scelta del repertorio, regalano una piacevole serata al pubblico, in attesa dei prossimi appuntamenti di Klang Raum New York.

Daniel Seminara


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