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Il linguaggio dei nomi: così i diminutivi ci semplificano la vita

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21 settembre 2013

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Nomen omen”, il nome è un presagio, dicevano nell’Antica Roma. E mai proverbio fu più azzeccato.
Secondo Badoo, il popolare social network, i nomi brevi o i diminutivi favoriscono le relazioni e i successi rispetto ai nomi lunghi, perché chi li usa risulterebbe una persona più spontanea e informale.

Per cinque mesi Badoo ha contato i messaggi ricevuti da utenti italiani, spagnoli, francesi, tedeschi, anglosassoni, americani, canadesi e brasiliani che si sono registrati con un diminutivo, per poi confrontarli con quelli di chi ha invece optato per i corrispettivi più lunghi. Alex contro Alessandro, Tony contro Antonio, Eli contro Elisabetta.
Il risultato? Nel 72% dei casi, a livello mondiale e in Italia, i diminutivi sono risultati più attraenti.

24 sono state invece le coppie di nomi protagoniste di un altro studio di Badoo, che ha posto in relazione la lunghezza del nome con il reddito. Ebbene, in 23 casi le persone che utilizzano un diminutivo guadagnano di più: per farla breve, Steve guadagna meglio di Steven.

E per di più avrebbe un nome più interessante. Infatti, un terzo studio, svolto ancora dal social network nato nel 2006, rivelerebbe come l’interesse suscitato dai nomi corti sia superiore rispetto a quelli più lunghi.

E che dire dei risvolti sentimentali? Secondo lo psicologo Jonathan Haidt, autore del libro “The Happiness Hypothesis” (Basic Books, 2006), un parametro importante nella scelta del partner riguarderebbe la somiglianza dei nomi, che possono avere in comune anche solo l’iniziale.

Un bel vantaggio dunque, per coloro che hanno la fortuna di possedere un nome beneaugurante. Ma, per tornare ai Romani, chissà che avrebbe detto il capo gallico Vercingetorige se avesse saputo che un nome breve porta successo…

Alberto Pelucco


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