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Il maiale non fa la rivoluzione

staff
29 giugno 2013

Il manifesto filosofico per una radicale, realista e disciplinata società animalista ideato dal giovanissimo filosofo di Catania Leonardo Caffo intende indicarci una strada del tutto nuova rispetto alle ormai conosciute letture antispeciste. Vegano e sostenitore del pensiero in favore dei diritti del mondo animale, l’autore, trovatosi a Parigi alla ricerca di un luogo dove poter pranzare, realizza di poter contare esattamente centodieci luoghi a lui proibiti poiché legati allo sfruttamento animale. Da qui l’idea: scrivere un saggio filosofico, “Il maiale non fa la rivoluzione. Manifesto per un antispecismo debole”, che possa esprimere cosa penserebbe un animale se avesse la possibilità di indicarci il percorso nel quale dirigerci per un vero discorso di rivoluzione e liberazione animale, lontano da qualsiasi tecnica un po’ sminuente e più volte rivista come quella del dolore animale.

Il libro, guarnito di tecnicismi filosofici necessari, è però dedicato in particolar modo al lettore non specialista; l’animale prescelto è il maiale: una bestia culturalmente di “serie B” anche se non biologicamente lontana dal prescelto fido amico dell’uomo. L’obiettivo è quello di portare il lettore ad immedesimarsi completamente col vissuto del maiale, martoriato fino alla morte.

Il motivo principale che spinge a scrivere di un argomento così crudo e dal quale la maggior parte dei consumatori vorrebbe discostarsi è quello di far conoscere un’importante verità: gli animali da macello nascono, vivono e muoiono meschinamente solo per i nostri interessi, perchè è nei nostri poteri farlo. La nostra condizione di totale alienazione rispetto alle morti animali ed il carnismo, del quale parla anche Melanie Joy in “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche”, danno adito ad uno specismo che prevede la totale perdita della nostra animalità, argomento portante del saggio. Prevede inoltre la perdita di un rapporto unico e particolarissimo che potrebbe instaurarsi tra noi ed un essere differente, umano oppure animale.

La scelta di comprendere la verità è ben interpretata dal filosofo Caffo tramite la metafora del film Matrix, nel quale il protagonista deve scegliere la pillola che saprà mostrargli la cessazione di qualsiasi fittizio artificio che possa oscurare la visione umana sul mondo reale. La realtà Meat-trix, a differenza del film, continua a mietere vittime: 50 miliardi è il numero degli animali di grandi dimensioni uccisi a scopo alimentare (si veda: http://laverabestia.org).

La soluzione al problema dipende unicamente dal cambiamento che ognuno di noi saprà fare del proprio sistema di idee, esigendo il meglio l’uno per l’altro, senza servirsi di significati discriminatori a danno di comprensibili differenze di linguaggio o di intelligenza.

Lucia Marelli

Bibliografia:
“Il maiale non fa la rivoluzione. Manifesto per un antispecismo debole” di Leonardo Caffo, edizioni Sonda, pp. 128.
“Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche” di Melanie Joy, edizioni Sonda, pp. 200.


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