Letteratura

Il mare nel deserto

Marina Petruzio
25 ottobre 2015

mare nel deeserto copertina

Il mare nel deserto è un racconto di Silvia Paradisi, dipinto dagli acquarelli di Leticia Ruifernández e pubblicato da Orecchio Acerbo, giocato tutto sulla contrapposizione del grande e del piccolo, di ciò che si è e di ciò che si vorrebbe essere.

Sono i colori, e non a caso i tre primari, i veri protagonisti di questa storia: da soli ci raccontano il divenire, la rinascita, la capacità di affrontare i problemi e guardarli da un altro punto di vista, inducendoci al lieto fine.

Sono i blu come le sguardie che ci parlano di una narrazione soave, del grande mare dove una bimba nuda gioca, con l’acqua crea gorghi, spruzzi, piccoli movimenti in rapida espansione. Blu come il colore del kaftano ricamato di una mamma che è anche una donna con un grande dolore. Il colore della calma, della spiritualità associato al femminile. Il giallo è il colore della saggezza di quella sabbia rovente, di quel sole che non dà tregua, del diventare grandi dopo essere stati piccoli. Rosso come l’abito leggero della bimba che scende al mare per dargli un ultimo saluto e si china a raccogliere una conchiglia; il colore della forza di chi sa che comunque e sempre ce la farà, crescerà lontano ma crescerà, anche sostituendo il mare ad una pozza in mezzo al deserto.

L’albo, verticale, letteralmente si apre svelando un mondo scandito da elementi grandi e piccoli, in un ritmo che è l’altalena dei sentimenti di chi non sa ancora cosa sarà.

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La pozza è piccola, il mare è grande. La palma è alta, gli animali che vi si abbeverano bassi a suo confronto. La mamma deve stare seduta per accogliere la bimba che si appoggia a lei dolcemente. Assieme sono grandi. La città è immensa vista dall’alto, mamma e bimba – anche se insieme – qui infinitamente piccole. Anche il treno che le porta via dalla città è tanto più grande di loro che, affacciate al finestrino, viaggiano verso un futuro sconosciuto e tanto più grande dell’attimo che stanno vivendo. Il deserto e la carovana che lo attraversa. La bimba e la pozza.

Tante storie in questo albo, letture binarie o la sola storia.

La pozza si crede il mare, le da tristezza la certezza di essere nel posto sbagliato. La palma cerca di dissuaderla: come fa a pensare di essere il mare, piccola com’è e circoscritta! Lei da lassù il mare lo vede, è in costante movimento, non se ne vede la fine. La pozza d’acqua era sicura: lei era il mare e nessuno poteva affermare il contrario!

La palma incalza, per essere il mare bisogna avere tre cose almeno: una gran quantità di conchiglie sulla riva, almeno due gabbiani che volano alti sopra di sé, ma per essere un vero mare tutti i giorni una bambina deve arrivare e fare il bagno.

Una bimba nel suo abito rosso leggero arriva al mare, per salutarlo per l’ultima volta; andrà all’oasi in mezzo al deserto dove vivono i nonni, la mamma preferisce così ora…si china a raccogliere qualche conchiglia per riempirsene le tasche, saluta i due amici gabbiani, compagni di giochi in quel mare così grande e così blu. Là dove va né gabbiani né conchiglie, se non quelle che porterà in tasca.

È difficile lasciare gli amici di sempre. È difficile lasciare il mare. Pensare di non vederlo, per chissà quanto poi! o forse mai più…non sentirlo né con l’odorato né con la pelle né con l’udito.

Quali saranno i rumori dell’oasi?

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Il viaggio, lungo e difficile fra treno, autobus e dorso di cammello, porrà del tempo tra l’addio e l’arrivo, muterà il paesaggio, ci saranno momenti per stupirsi e momenti per ricordare, poi gli abbracci dei nonni e i tanti regali: una fra i tanti quella pozza di acqua chiara in cui rigenerarsi, tuffarsi, nuotare, fare i gorghi proprio come al mare! E sulla cui riva lasciare qualche conchiglia. Due gabbiani mai visti prima nell’oasi volano stridendo sopra la pozza…

La palma si chiuse in un silenzio quasi offeso di chi sentiva di saperla lunga ma poi invece…i gabbiani invecchiando morirono, la bimba diventò grande. La pozza gongolò per anni pensando di essere il mare e sentendosi molto più forte di quel che era. Poi col tempo anche lei capì che è nell’essere profondamente e solo sé stessi si trova il proprio posto nel mondo ed allora indossare un luminoso colore rosso.

Un albo scritto ed illustrato in modo attendo, puntuale, dove emozioni e pensieri profondi non possono lasciare indifferenti. Un albo per chi sta crescendo e comincia a porsi delle domande alle quali trovar risposta è un percorso. Un albo per chi, da più grande, ha bisogno di rimettere il punto. Un albo da ammirare.

 

Il mare nel deserto
un racconto di Silvia Paradisi illustrato da Leticia Ruifernández
Editore: Orecchio Acerbo
Collana: Albi
Euro: 16,50
Età di lettura: dai 6-8 anni

 


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