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Il mercato del lusso frena in Corea

staff
16 agosto 2013

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Il Far East continua ad essere un volano per i conti delle Maison internazionali, ma il mercato del lusso in Corea del Sud comincia a mostrare i primi segni di un rallentamento.

Si prevede infatti che i consumatori sudcoreani spenderanno quest’anno circa 51,5 miliardi di euro in acquisti di lusso contro i 48,6 miliardi nel 2012, stando ai dati di Benedicte Dia di Euromonitor International, che prevede anche una crescita del 6.4% dal 2012 al 2017.
Non si tratta quindi di una vera e propria frenata, nè tantomeno di una flessione, bensì di un rallentamento rispetto ai tassi di crescita ai quali ci aveva abituato il terzo mercato del lusso in Asia, dopo Giappone e Cina.

Secondo quanto dichiarato da Federica Lovato – manager della Bain & Co. a Milano – a Wwd, si potrebbe trattare di un rallentamento “probabilmente dovuto alle tensioni politiche tra Nord e Sud Corea che hanno intaccato la fiducia dei consumatori e ridotto i flussi turistici”. Il mercato sudcoreano vive molto di turismo, in particolare proveniente da Cina e Giappone che da sole rappresentano oltre la metà del 5.5 milioni di turisti internazionali che visitano ogni anno il Paese.

La Corea del Sud, che solo negli anni Sessanta era una nazione povera, è ora la 15esima potenza economica globale in termini di PIL, e Euromonitor prevede che la sua crescita continuerà con una media del 4% fino al 2017.

Per quanto concerne invece i consumi dei prodotti di lusso, i sudcoreani si sono sempre distinti per l’acquisto di prodotti in grado di rappresentare il loro status sociale mentre ora – secondo quanto dichiarato da Minji Kim, analista di Euromonitor, a Wwd – è in atto una progressiva migrazione dai grandi brand come Gucci e Louis Vuitton che fa notare ad esempio come a Busan, seconda città del Paese, presso il Department Store Hyundai, uno store di Louis Vuitton sia stato sostituito dopo 13 anni da un corner Omega.


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