Arte

Il mito dell’unicorno accende il MET

Luca Siniscalco
13 luglio 2013
The Unicorn in Captivity © The Metropolitan Museum of Art, New York

The Unicorn in Captivity
© The Metropolitan Museum of Art, New York

“Penso invece che i teologi e gli intellettuali che praticano oggi con tanto zelo la demitologizzazione assomiglino a un esercito di formiche entrate in una pingue cucina: divorano e distruggono tutte le leccornie che vi trovano, ma non smettono di raccontarsi quanto sono squisite” (Ernst Jünger)

A Maiden Taming a Unicorn, from the Worksop Bestiary © The Pierpont Morgan Library, New York

A Maiden Taming a Unicorn, from the Worksop Bestiary
© The Pierpont Morgan Library, New York

Può la sensibilità estetica moderna riapprodare nelle terre del mito, nei luoghi selvaggi di un’era apparentemente trascorsa per sempre? A nostro avviso tale eventualità è possibile ed estremamente auspicabile. L’eternità di cui il mito prospetta il baluginare non muore con la modernità, ma si rifugia in oasi celate agli sguardi superficiali, centri propulsori di nuovi orizzonti metamorfici. Il mito permane nell’immaginario collettivo contemporaneo: fra le numerosi evidenze di tale considerazione, anche una mostra sintomatica presso il newyorkese MET. Fino al 18 agosto è infatti possibile ammirare nelle sale del Metropolitan Museum of Art l’esposizione “Search for the Unicorn”, dedicata alla delineazione di un itinerario affascinante diretto ad indagare l’impatto artistico che la mitica creatura ha rivestito nella cultura occidentale. Le opere esposte conducono lo spettatore in un viaggio millenario, in cui secoli, culture e percezioni religiose si muovono vorticosamente attorno al centro tematico offerto dal magico cavallo dotato di corno avvolto a torciglione sulla fronte.

Iskandar Kills the Monster of Habash, folio from a Shahnama (Book of Kings) © The Metropolitan Museum of Art, New York

Iskandar Kills the Monster of Habash, folio from a Shahnama (Book of Kings)
© The Metropolitan Museum of Art, New York

L’unicorno, o liocorno, talvolta raffigurato anche con coda di leone e barba caprina, attraversa le leggende ebraiche, dove, noto come re’em, assurge a simbolo di forza e pietà, per comparire nella cultura classica, secondo le testimonianza dello storico greco Ctesia, di Aristotele e di Plinio. Il successivo riferimento del Physiologus funge da tramite con la civiltà medioevale. In essa l’unicorno assume ampia fama: ne parlano diffusamente i bestiari, che alla creatura, ed in particolare al suo corno, attribuiscono proprietà magiche e terapeutiche. Il liocorno acquisisce ben presto un ampio spettro di valenze simboliche: secondo l’iconografia religiosa immagine di Cristo, emblema dell’amore all’interno della letteratura cortese.

Unicorn Aquamanile © The Metropolitan Museum of Art, New York

Unicorn Aquamanile
© The Metropolitan Museum of Art, New York

Gli studi scientifici sorti nel clima positivista dell’Ottocento tenderanno a sottrarre gli unicorni dai bestiari per inserirli nelle prime opere di sistematica naturalistica (che conterranno, almeno fino alla metà del XIX secolo, accanto ad animali reali, anche animali fantastici); tuttavia, nel corso del secolo, l’assenza di alcuna prova tangibile dell’esistenza della creatura spingerà la scienza naturalistica ad escludere definitivamente l’unicorno dalla lista degli animali esistenti.
La mostra del MET insegue le vicende dello sfuggente liocorno attraverso le più svariate raffigurazioni artistiche dell’animale: dai manoscritti miniati del Medioevo ai documenti dei viaggiatori arabi, dai raffinati oggetti d’uso quotidiano alle prime stampe, sino ad arrivare al “pezzo forte” dell’esposizione, una serie di splendidi arazzi olandesi realizzati fra il 1495 ed il 1505.

Birth Tray with the Triumph of Chastity © North Carolina Museum of Art, Raleigh

Birth Tray with the Triumph of Chastity
© North Carolina Museum of Art, Raleigh

Il mito dell’unicorno torna così a vivere in una modernità che ad esso non è più disposta a credere, ma che al suo fecondo potere creatore deve molto.

Luca Siniscalco

Animals of the Holy Land, from Peregrinatio in terram sanctam (Pilgrimage to the Holy Land) © The Metropolitan Museum of Art, New York

Animals of the Holy Land, from Peregrinatio in terram sanctam (Pilgrimage to the Holy Land)
© The Metropolitan Museum of Art, New York


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