Musica

Il Mito nel Mito: ritorno a un Mondo Perduto

Alberto Pelucco
18 novembre 2012

Nel 1910 un giovane ventenne di origine ucraina visitò la sezione d’arte greca del Louvre, rimase estasiato dalle movenze dei personaggi raffigurati sui vasi tinti a figure rosse.
Pochi sanno quanto quell’esperienza segnò quel giovane danzatore, Vaslav Fomich Nijinsky, divenuto poi un famoso coreografo. Grazie a quei ricordi realizzò un balletto L’Après-midi d’un Faune dove i danzatori imitano i movimenti di quei fauni e quelle ninfe che tanto avevano impressionato la sua anima. Quello che ne scaturì non fu solo un balletto, bensì un modo nuovo e rivoluzionario di interpretare la danza, che  influenzò anche i Fauves e l’Art Deco.
Distanti anni luce dall’armonioso equilibrio del balletto classico  i movimenti dei danzatori dovevano ricalcare quelli dei  “colleghi” mitologici: volti, gambe, piedi dovevano essere visibili solo di profilo. Le difficoltà erano enormi  tanto da portare  Ida Rubinstein, ballerina interprete della prima ninfa, a dichiarare forfait. Lo stesso Nijinsky, tra i pochi ballerini a saper danzare sulle punte, evitò di staccare i piedi da terra. Il collante di questa atmosfera onirica è la musica di Claude Debussy che  si  ispirò ad una  poesia  del 1876 di Stéphane Mallarmé.
La sera del 29 maggio del 1912 al Téâtre du Châtelet di Parigi la prima in un’atmosfera bucolica e incandescente per l’irriverente novità rappresentata.
Per celebrare il centenario di questo capolavoro il Museo Teatrale alla Scala di Milano presenta la mostra “Il Mito nel Mito”  che resterà aperta sino al 9 dicembre 2012.
La Mostra, curata da Toni Candeloro, coreografo e ballerino, e da Federica Tornese, storica del costume, è organizzata dall’Associazione Michel Fokine con la collaborazione del Comune di Brindisi.
Attraverso un emozionante viaggio nel passato i visitatori possono apprendere cosa si cela dietro uno spettacolo teatrale, ammirando gli schizzi di artisti quali Léon Bakst o Jean Cocteau, i veli dipinti a mano e le tuniche, rievocanti la leggiadria di chi le indossava in scena,  vere e proprie vestigia di un mondo perduto, quello mitologico.
Ho apprezzato la scelta di proiettare un’intervista a Milorad Miskovitch nel video-documentario titolato La Voce del Fauno, determinante nell’affascinare anche quanti di balletto non si intendono. Chissà se  questa  mostra non susciti l’interesse di un nuovo Nijinsky, alla conquista di nuovi orizzonti del balletto internazionale.

IL MITO NEL MITO
sino al 9 dicembre 2012
Museo Teatrale alla Scala
Largo Ghiringhelli, 1 – Milano
per visite guidate  rivolgersi a: garino@fondazionelascala.it

Alberto Pelucco


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