Leggere insieme

Il mondo è così grande e Issun Boshi così piccolo

Marina Petruzio
29 giugno 2014

Issun_Boshi_cover

Molti gli elementi che richiamano l’attenzione su Issum Boshi di Raphael Urwiller e Mayuri Otero in arte ICINORI, centocinquantesimo nato in casa Orecchio Acerbo con la traduzione di Paolo Cesari.
Uno è il colore che dato a Pantone ci introduce in un sogno, in un paese lontano, quasi fluttuante, dove cose e persone hanno a tratti un peso, quando il colore è usato pieno e la tinta è piatta senza sfumature, altre invece sembra quasi l’ombra trasparente, impalpabile, la memoria del loro essere state lì un giorno…
Non un contorno marcato ma solo colore puro. Immagini come piccoli ricordi sospesi che sfumano a due, tre, nell’immenso bianco della stessa pagina.
Si attraversano paesaggi dove cervi e cerbiatti si riposano ed abbeverano in candide acque, mentre scure scimmie si arrampicano su alberi dall’alto fusto privo di rami o foglie che terminano in pennacchi o morbide nuvole di vegetazione, una volpe fa capolino e sull’altra sponda, impalpabili fenicotteri stanno…
Arancioni vivi quasi fluorescenti rafforzati, ma a volte anche tranquillizzati, da un giallo a tratti morbido, tenuti fermi da un blu che impedisce al sogno di volare via.

E la bellezza di alcuni particolari di questa fiaba: come la ciotola per il riso, senza riso però, che Issun Boshi riceve in regalo dalla mamma lasciando il villaggio e quell’ago d’acciaio così appuntito lasciatogli dal padre.
Una dote bizzarra per un figlio che parte, per affrontare un lungo viaggio e tutto quello di positivo, avventuroso, spaventoso può starci dentro.
Eppure una ciotola per una persona così piccola, che a quindici anni non era cresciuta né di un pollice né di un unghia, è scudo e carapace per proteggersi, barca per viaggiare più veloce, fuggire od attraversare semplicemente un fiume.
E quell’ago così sottile, da perderselo se si è grandi come una persona grande, bastone per appoggiarsi durante il cammino, remo e spada o pungiglione…

Favola della tradizione Giapponese molto simile all’Europea Pollicino, Issun Boshi è nome composto da Issum, l’unità di misura riferita a tre centimetri, e Boshi, figlio, il più piccolo samurai della storia.
Un dono prezioso chiesto e richiesto in numerose preghiere dai suoi genitori, piccolo da stare in una mano ma forte e determinato, tanto da riuscire a sconfiggere l’Orco, conquistare l’altezza che i genitori avevano dimenticato di dargli, sposare la ragazza dei suoi sogni che per poterlo vedere doveva usare una lente d’ingrandimento e diventare samurai portando onore e grandezza alla sua persona ma soprattutto alla sua povera famiglia.
Albo che riceve una menzione nella sezione fiction all’ultima edizione del Bologna Childrens Book Fair per la splendida costruzione con un uso dello spazio molto attento, che propone un’antica estetica giapponese dal gusto molto teatrale. Un libro sontuosamente ricco, esuberante e brulicante di vita

Per altro è solo da leggere!

Marina Petruzio

Issun Boshi
di ed illustrato da Icinori
www.icinori.com
Ed.: Orecchio Acerbo
www.orecchioacerbo.com
Traduzione: Paolo Cesari
Euro: 18,00
Età di lettura: dai 5 anni


Potrebbe interessarti anche