Leggere insieme

Il museo immaginario

Marina Petruzio
23 maggio 2015

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Torna Gek Tessaro con Il Museo Immaginario, in collaborazione con Carthusia Edizioni.
Primo titolo di un progetto nato e dedicato ai temi del Festival della Creatività, promosso da ABI e di cui l’autore è stato curatore dell’immagine, che ha visto 50 città coinvolte e più di 10.000 bambini confrontarsi col tema del “Museo Immaginario”…

Le cose preziose
Il più delle volte 
Le trattiamo con cura
Le teniamo raccolte
Ma quello che è certo
Quel che è vero altrettanto 
È che spesso i gioielli
Ci passano accanto

Esistono Musei, Musei e Musei immaginari.
I primi sono palazzi che contengono cose che trattiamo con cura e teniamo raccolte, preziose perché ponti tra passato e futuro, preziose perché uniche al mondo, sono palazzi dove si parla piano, dove non si corre, dove qualcuno a volte ti racconta una storia, a volte è La storia, altre la storia di quell’oggetto lì che magari l’ha costruito per la prima volta un tuo parente lontano, che tu non hai conosciuto e che forse non parlava la tua lingua, ma che sicuramente ha avuto una vita molto diversa dalla tua. Per entrare in questi Musei si paga un biglietto e c’è una riga bianca tracciata per terra che ti dice che non puoi andare oltre e soprattutto che non puoi toccare.

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Poi ci sono Musei dove si passa attraverso, in un continuo andirivieni di oggetti e persone, luce buio e assordante rumore. È la tua città questo museo, il posto dove vivi, il mondo, il pianeta. Sono le case, tutti i palazzi, i giardini e i parchi, sono piccoli scorci, colori di muri, strane forme di tetti, arredi urbani. Questi musei hanno tante forme e modi accattivanti per attirare l’attenzione. In questi ampi spazi c’è ancora uno spazio personale: é ciò che coglie l’occhio attento, sono tanti piccoli fotogrammi delle cose, persone, animali che lo hanno catturato. Da una finestra esce una musica; al ramo è appesa un’altalena, un po’ di vento la muove appena; la banda che porta in giro la musica, la trasporta di peso, la suona per tutti, anche per i bambini; gli alberi del parco che per qualche momento appena possano farti lasciare il pianeta, ci sono le macchine, scatole con le ruote, e ti sembra di uscire per andare in giro ma ti ritrovi rinchiuso, imbottigliato nel traffico nella tua scatola viaggiante.
In questo museo ci sono poi gli uomini, orecchie a sventola, baffoni giganti, occhi tanto grandi oppure minuti, folti capelli o tutti perduti: è bellezza variegata la geografia umana. Ogni tanto qualcuno pensa di essere più bello é perché piccolino ha il cervello…

Nel proprio museo immaginario ognuno di noi può raccogliere le cose più bizzarre: sassi come piccoli pezzi di città, foglie, immagini, foto scattate chissà dove e quando, piccoli ricordi come una bicicletta o un girotondo, una panchina solitaria al parco, l’astronave dei marziani, gioco sognato e vissuto come vero, quel che ci piace del nostro intorno.

Le diverse figurine 
Di questo abbecedario 
La raccolta piccolina 
Del museo immaginario.

Ma i veri gioielli da conservare e lodare sono loro, i bambini e i ragazzi, preziosi ponti tra passato e futuro, catalizzatori di interessi e creatori di cose.

Marina Petruzio

Il Museo Immaginario
di ed illustrato da Gek Tessaro
Collana: Grandi storie al quadrato
Ed.: Carthusia Edizioni
Euro: 20,00
Età di lettura: dai 6 anni
www.festivalculturacreativa.it


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