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Il nodo alla cravatta

staff
17 dicembre 2012

Il Percorso Casuale Persistente in un Reticolo Triangolare è la corretta espressione matematica per indicare la realizzazione del nodo alla cravatta, in quanto la teoria dei nodi contempla le varie sequenze in un loro universo quasi infinito.
Si conoscono più di tremila nodi, riducibili a circa millequattrocento, quindi a centoquaranta, e, di conseguenza, a un’ottantina, tutti utilizzabili per la nostra cravatta.
Se quantità simili ci spaventano, possiamo comunque accontentarci di una decina, perché il tipo di tessuto, la consistenza, il peso e il materiale di cui la cravatta è costituita non ci permettono di limitarci a un solo nodo.
Il nodo ci consente di personalizzare la nostra cravatta e, in base al tipo di abbigliamento o al nostro umore, la conoscenza di più nodi realizza quel pizzico di unicità, propria della ricerca di un nodo asimmetrico, triangolare con o senza ramage.

Per prendere confidenza con questi nodi, dobbiamo chiarire che la cravatta è costituita da tre parti, denominate  gamba  quella larga, detta anche  parte attiva ,  collo , quella che circonda il colletto, e  gambetta , quella più stretta, detta anche parte passiva .
Troveremo due posizioni di partenza: la prima prevede di accavallare la parte attiva su quella passiva, indifferentemente sia sulla destra, che sulla sinistra; la seconda prevede di posizionare la cravatta con la cucitura verso l’alto e la parte passiva su quella attiva, così come si evince nelle immagini sottostanti. Nel primo caso, avremo un numero di passaggi sempre pari, nel secondo sempre dispari.
Quando si parla di pari o dispari, si fa riferimento ai mezzi giri che faremo fare sempre alla parte attiva, perché è solo questa che si avviluppa su quella passiva, che ha la funzione di far scorrere il nodo realizzato.
Divideremo poi i percorsi in tre luoghi matematici che chiameremo destra, sinistra e centro. I percorsi che faremo con la parte attiva avranno sempre una sequenza ordinata, come D S C o S D C o ancora D C S e cosÏ via, sequenza molto più eloquente se osserviamo le immagini sotto riportate.
Più i passaggi sono centrali, più il nodo diventa consistente e simmetrico; meno sono centrali, meno consistente sarà il nodo e più asimmetrico.

I nodi hanno anche una loro nomenclatura, a partire dal più semplice, a tre passaggi, chiamato Orientale , a quello a quattro, detto  Tiro a Quattro , a cinque, il  Prince Albert , a sei,  il Victoria , a sette, il  Mezzo Scappino, fino a quello a otto passaggi, il nodo  Windsor o Scappino, detto altrimenti Cavendish .
Questi nomi fanno riferimento all inventore o all’assimilazione della loro provenienza. Ricordiamo che l origine dei nodi proviene dalla pratica marinara e che, ad esempio, il nodo al papillon è quello per annodare la scotta in marina ed è detto Nodo Piano .
Anche se a una prima analisi la realizzazione del nodo alla cravatta può sembrare difficoltosa, una volta imparato il meccanismo diventa una cosa piacevole e sarà come andare in bicicletta.

Domenico De Rosa


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