Advertisement
Blog del Direttore

Il “nuovo” vizietto delle compagnie aeree

staff
6 settembre 2012

Che sia una piccola fuga di un weekend o un lungo viaggio di qualche settimana, non appena annusiamo nell’aria il dolce profumo delle tanto agognate vacanze non vediamo l’ora di imbarcarci su un aereo e partire per una meta il più lontano possibile dalla nostra routine quotidiana. Ma cosa c’è di peggio di un volo ritardato, cancellato o, ancor peggio, in overbooking?
Eh sì, perché una pratica sempre più diffusa nel business del trasporto aereo è proprio quella di accettare molte più prenotazioni rispetto ai posti realmente disponibili a bordo, sperando che qualche passeggero rinunci all’ultimo minuto e lasci quindi il suo prezioso posto a coloro che sono in “lista d’attesa”. Una waiting list di cui – sottolineiamolo bene – i consumatori rimangono del tutto ignari fino all’ultimo momento. E così “il fattaccio” colpisce indiscriminatamente, sia che lo sfortunato viaggiatore sia un turista diretto tra le palme di qualche spiaggia caraibica, che nel caso di un urgente viaggio d’affari. In quest’ultimo caso, poi, l’espediente oltre ad essere truffaldino è da veri farabutti.
Questa simpatica sorpresina – nel mio caso – firmata Air France mi è capitata tra capo e collo proprio qualche settimana fa quando, giunto all’alba all’aeroporto di Linate, il personale di terra della compagnia, dopo oltre mezz’ora di attesa, ha informato me e i miei compagni che purtroppo sul volo diretto a Parigi da noi prenotato non vi erano più posti disponibili. Cosa ancor più spiacevole è che mi aspettava una coincidenza di neppure due ore per un secondo volo diretto in India!
Ovviamente, a nulla sono servite le nostre rimostranze. Solo dopo aver recuperato i bagagli ai nastri degli arrivi (esatto, avete letto bene: la gentile signorina del check in, infatti, aveva già spedito i nostri bagagli prima ancora di verificare che i nostri posti a bordo ESISTESSERO REALMENTE), siamo stati di fatto costretti a dirigerci alla biglietteria Air France per essere “riprotetti” (questo il nuovo termine coniato dalle compagnie aeree) su un nuovo volo, questa volta diretto a Mumbai. Accanto a noi altri passeggeri che con disappunto avevano appena scoperto di avere lo stesso “problema”, questa volta con un volo KLM diretto ad Amsterdam.
Conclusione: altro che disguido del momento, il vizietto dell’overbooking è ormai dilagante! E ad esserne particolarmente colpiti sono i passeggeri che scelgono le compagnie della tanto pubblicizzata alleanza Sky Team.
Così facendo le compagnie sono tenute a dover riproteggere i passeggeri, a rimborsare tutti, a pagare le spese per la maggiore permanenza in loco ed eventuali spostamenti su altri aeroporti – come successo a me: alla fine ho viaggiato su un volo, peraltro ottimo, operato dalla Saudi Arabian via Jeddah in partenza da Malpensa.
E ci chiediamo ancora perché la maggior parte delle compagnie aeree del mondo è indebitato e sull’orlo del fallimento!
Cerchiamo di consolarci col vecchio detto: mal comune mezzo gaudio. Almeno noi “vittime” non siamo gli unici a soffrire di questo disservizio davvero insopportabile e che personalmente punirei con sanzioni decisamente più rigide.

 

Luca Micheletto