Il parere di Gianluca Susta: il “Processo di Bologna”

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1 aprile 2012

La scorsa settimana abbiamo dato notizia della Risoluzione o Processo di Bologna approvato dal Parlamento Europeo. Dopo il commento dell’Onorevole Lara Comi  ora verifichiamo la posizione dell’Onorevole Gianluca Susta.

 

Il Parlamento europeo ha recentemente approvato una risoluzione sul cosiddetto “Processo di Bologna”, ovvero la creazione di uno spazio unico europeo dell’istruzione superiore e della ricerca. Con questa risoluzione, l’assemblea di Strasburgo ha ribadito l’importanza degli obiettivi di tale processo, che merita di essere oggi pienamente sostenuto ed appoggiato sia dalle istituzioni europee che dagli Stati membri con adeguate risorse finanziarie. Il Parlamento ha anche messo in risalto le difficoltà che questa riforma europea ha sinora incontrato ed i numerosi aspetti su cui occorrerà lavorare in futuro con maggior impegno.

La realizzazione di un vero e proprio spazio unico europeo dell’istruzione e della ricerca é una delle condizioni per rilanciare la competitività e la crescita dell’UE basate su conoscenza ed innovazione, nonché per la creazione di una vera e propria cittadinanza europea.

Armonizzare i titoli di studio europei, eliminare le troppe barriere amministrative che ancora si frappongono ad un loro pieno riconoscimento, promuovere una effettiva mobilità europea di studenti universitari, docenti e ricercatori, rafforzare la cooperazione tra il sistema universitario, il mondo della ricerca europea ed il mercato del lavoro al fine di creare un accesso più agevolato dei giovani nel mondo del lavoro: questi i punti principali della risoluzione approvata dal Parlamento europeo.

Tra le altre cose, i deputati europei hanno anche auspicato l’istituzione di un vero e proprio periodo di formazione obbligatorio in un altro stato dell’UE all’interno del ciclo di studi, il rafforzamento dei servizi di Erasmus e l’introduzione del programma Erasmus anche per il periodo post-laurea. Proprio il rafforzamento dei programmi Erasmus e di altri programmi di scambio formativo a favore di specifiche categorie professionali (ad es. “Erasmus” per giovani imprenditori, previsto da altri programmi europei…ma anche per docenti di tutti i cicli di studi) merita di essere sostenuto con particolare attenzione e con risorse adeguate, anche in tempi di crisi economica, per promuovere una nuova generazione di studenti e di giovani cittadini europei, più consapevoli del valore dell’Unità europea.

 

Gianluca Susta