Cinema

Il pescatore di sogni

staff
25 maggio 2012

“Pesca al salmone nello Yemen” è il titolo originale, lo stesso del romanzo di Paul Torday, da cui è tratto. Un best-seller di satira politica nel Regno Unito, che ha tentato un’apertura tra i mondi della politica inglese e yemenita, e che ci fa capire che in fondo uomini e salmoni sono spesso accomunati dalla necessità di nuotare controcorrente.
Lo sceicco Muhammad (Amr Waked) è un uomo incredibilmente ricco che apparentemente ha come unico interesse la pesca del salmone; il suo sogno è quello di consentire la pesca nella sua patria, con l’introduzione di un grosso – e utile – bacino d’acqua nella zona. È aiutato nel suo intento da Patricia Maxwell (Kristin Scott Thomas), assistente personale del Primo Ministro britannico, e da Harriet Chetwode-Talbot (Emily Blunt), assunta per gestire i finanziamenti del progetto, che inizialmente non convince l’esperto dottor Alfred Jones (Ewan McGregor).
La trama che coinvolge il “trasferimento del salmone” nelle nuove acque dello Yemen è affascinante, tanto più perché grazie ad uno scenario bizzarro come questo si percepiscono emozioni molto convincenti. La relazione tra i tre protagonisti (Dr. Jones, Harriet, e lo sceicco) è davvero autentica, e anche se Muhammad risulta essere fin troppo buono, non si può fare a meno di parteggiare per lui e sperare in un esito positivo per il suo sogno. McGregor è particolarmente capace nel ruolo di esperto di pesca, ed è piacevole guardare come il suo personaggio si evolva da uomo mite e sicuro in qualcuno che è disposto a correre rischi e a nutrire fede nell’impossibile.
Un film, dunque, con grandi personaggi e una storia davvero coinvolgente; la nota stonata però c’è, e suona quando si ha l’impressione che la pellicola proceda confusa, a disagio tra la commedia in stile inglese e tematiche più serie. Anche le sotto-trame che risultano forse troppo eccessive e un finale un po’ forzato, strozzano un film altrimenti divertente e piacevole. La trama è stata adattata da Simon Beaufoy, lo stesso sceneggiatore di acclamati film come “Full Monty” o “The Millionaire”. Qui però la sua sceneggiatura inciampa su una classica, commovente storia d’amore, senza approfittare delle potenzialità di tutta la storia.

 

Giorgio Raulli


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