Leggere insieme

Il pinguino che aveva freddo

Marina Petruzio
26 marzo 2017

Il pinguino che aveva freddo di Philip Giordano da Lapis Edizioni è il primo albo di una trilogia che creerà molta attesa.

Si parte dal grande nord, da un freddo polare! Si racconta di un viaggio iniziatico verso la consapevolezza che si può anche aver freddo al polo e che si può sentire freddo dentro anche se freddo non fa e che soprattutto si può avere un sentire diverso da quello degli altri.

Tanti gli elementi particolari, a partire dal titolo, dalla forma desueta dei pinguini, perfettamente rettangolari, spigolosi, che riconduce a un freddo veramente insopportabile, dei ghiaccioli! Non ultima poi la personalità del piccolo protagonista, un pinguino che ha freddo, mai cosa fu più particolare.

Inoltre nevica!

 

Grossi fiocchi di neve cristallizzati in mille forme dagli angoli netti. Il cielo dal quale cadono non è di quelli festosi ma invita a cingersi, ad arrotondarsi su se stessi, a coprirsi, a chiudersi. È un cielo vuoto, di un colore freddo. Se i fiocchi, cadendo, facessero rumore sarebbe il rumore di qualcosa che cade nel vuoto e che atterra in uno spazio desolato, liscio, freddo. O vi resta sospeso, in un universo spigoloso. Come un cubetto di ghiaccio.

Lì tuffarsi dall’alta banchisa, lineare, nell’oceano gelato, ogni mattina, a caccia di pesci, può non essere istintivo. Potrebbe non essere invitante. Eppure, tutti in fila, lassù in alto, caracollano lentamente aspettando il loro turno, alcuni chiacchierano, altri si sporgono leggermente in avanti, qualcuno resta indietro di qualche passo. Uno solo è preoccupato.

La banchisa è lunga da percorrere, bianca di neve e fredda di ghiaccio, vuota di solitudine anche in mezzo a cento. E poi alla fine arriva quell’angolo, ancora retto, quella punta che invita al salto o almeno dovrebbe! Qualcuno potrebbe però trattenere il respiro davanti a tanto infinito, a quel mastice umido che confonde i confini. Un buco si aggiunge allo strapiombo, quello che si crea nella pancia ma non per l’altitudine!

Il freddo della paura, il freddo del vuoto, il freddo degli spruzzi polverosi di un oceano vivacemente ghiacciato!

Da quell’infinito bisognerebbe poter andare via, muoversi. Ma come?

 

Non tutti i mali vengono per nuocere e se assieme al senso di sconfinato panico si aggiunge quel pizzico di possibilità bambina sempre davanti a sé, ecco che allora può essere che fori quel vuoto pneumatico, il muso buono di una balena.

Di un qualcosa così grande e possente, che faccia le veci di un drago che possa  sconfiggere il freddo e riportare vittorioso il suo cavaliere a casa.

Sarà possibile non avere più quel freddo, non essere soli in mezzo a tanti, non così diversi? Possibile assomigliare, almeno un poco, a qualcuno? Avere un simile?

 

Il viaggio inizia. In groppa alla balena, chi meglio di lei sa dove trovare acque tiepide e sole caldo? Salutati da meravigliosi e azzurri pesci volanti.

Sono cieli limpidi e mari aperti quelli che si tingono di arancione al calar del sole, dei rosa dell’alba, dei blu intensi della notte. È viaggio tra i colori e le emozioni che si vivono nel lento passaggio da una sponda all’altra, tra un mare freddo e un sole caldo, dal sentirsi diverso all’accettarsi, donandosi la possibilità di essere, semplicemente.

Nuovi amici, variopinti e diversi, tesseranno quei colori per Milo, il piccolo pinguino.

Per poter far sì che possa portarseli a casa, che si ricordi di loro, dell’essere tutti uccelli ma tutti diversi e meravigliosi ognuno per sè, e proprio per quello unici!

Con le loro piume colorate, ognuno la propria, lavoreranno tutta la notte una lunga sciarpa con la quale Milo potrà finalmente scardarsi e accoccolarsi. Con la quale Milo potrà scaldare chi come lui un giorno potrebbe sentire freddo e non aver voglia di tuffarsi dall’alta e gelida banchisa.

L’albo di grande formato ben rende il freddo intenso di Milo, fuori e dentro, così come la bellezza di territori altri e la fantasia di mille uccelli tutti diversi per foggia, colore e formato. La bellezza e la bontà del grande occhio della balena, già in copertina e di un mondo sognato. Colori, forme e un certo grafismo rendo la lettura piacevole e di sicuro successo, tanti i particolari da guardare e da notare di volta in volta. A occhi più attenti e più grandi potrebbe non sfuggire il fascino, subito da Philip Giordano, degli studi su forme e colori dell’astrattista svizzero, per anni insegnante alla Bauhaus, Paul Klee.

Segue, a breve ci dicono, La rondine che voleva vedere l’inverno

 

Il pinguino che aveva freddo
di e illustrato da Philip Giordano
edito Lapis Edizioni
collana Fuori collana / Albi Illustrati
euro 14,50
età di lettura dai 3 anni, per tutti


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