Fashion

Il piumino: metamorfosi dell’anima candida e calda della moda

Marisa Gorza
2 gennaio 2013

Cappotti sartoriali e over classici gli fanno una gran guerra, ma quando arriva il picco del grande freddo, ecco che il piumino riappare vittorioso e capace di  inaspettate metamorfosi. Altro che “finito”! Pronto in mille versioni: adesivo o morbido, corto in vita o lungo ai piedi e perfino nella attualissima forma ad uovo… E’ pratico, confortevole, simbolo di uno stile svelto e fresco… anche se con efficaci esiti termici. Il segreto sta nella sua anima  fatta di genuine piumette d’oca. Per intenderci quelle candide  e  minute, prive della filettatura centrale, detta “rachide”, propria delle penne più grandicelle. Requisiti che garantiscono leggerezza da nuvola, morbidezza e tepore. Tutto insieme.
L’invenzione del piumino (quasi moderno) si deve allo scalatore  George Finch che per primo si arrampicò sull’Everest (1922) munito di un anorak ben farcito di piume. Successivamente adottato per confortare i protagonisti di impervie spedizioni su ghiacciai eterni e pareti rocciose. Anzi, negli anni ’50, René Ramillon, fondatore del celeberrimo marchio Moncler, iniziò a fornire i più abili alpinisti delle migliori giacche da neve, imbottite ad hoc. Ma bisognerà aspettare gli anni ’70 per la comparsa dei piumini nelle collezioni degli stilisti, consacrati dalla rivista di moda Elle nel famoso servizio fotografico che puntava sul desiderio di un loro utilizzo cittadino. Addirittura  gli Ottanta coinvolgeranno il gonfio capo, ancora giacca di nicchia, nel grande fenomeno sociale del periodo, cioè i Paninari. Veicoli di un look legato a modelli e marchi precisi. Ma se questa è storia moderna, tempi più vetusti datano il piumino addirittura all’epoca di Re Artù e dei suoi cavalieri che usavano qualcosa di simile per attutire gelo e colpacci. Ed anche i mantelli in cui le dame del Settecento si avvolgevano durante i viaggi in carrozza erano in caldo duvet. Altre divine, altra epoca, nei raffinati anni ’40 Charles James, grande couturier americano disegna il primo piumotto da sera in raso  e lo dedica a Marlene Dietrich. Torniamo alla moda contemporanea con questo item diventato di culto per via di una versatilità che mette d’accordo signore chic e ragazzine street style, giovanotti amanti dello sport e professionisti maturi. Va bene sulle cime innevate come per un ricevimento in città.

La trasformazione continua
Il duvet, firmato Moncler, osa, sperimenta, cambia, pur restando unico e fedele a sé stesso. La versione femminile è resa sofisticata da materiali non convenzionali, tra i quali il satin perlaceo e il jersey stretch. Novità di stagione, adatta alla gran soirée, è il chiodo in lamé anticato, o nella ricca palette che va dal verde abete all’arancio zen, più il nero e l’antracite illuminati d’ argento. Lunghezze e volumi capricciosi variano con gradi diversi di imbottitura. Ricordi delle spedizioni himalayane e degli albori dell’aviazione si sposano nel giubbotto da uomo, in un mood tutt’altro che nostalgico. Difatti i materiali storici sono rivisitati nella funzionalità e nelle cromie dove spicca un giallo fluo. Cuoio e montone sono accostati a microfibre e si disegnano di rombi trapuntati. Richiamati anche sulle pedule da montagna e sul fondo dei pantaloni da sci.

Bye bye omino Michelin!
Lungi dall’effetto omino Michelin, tipico di pochi decenni fa, ora il capo imbottito ha una vestibilità tale da esaltare la silhouette, invece di infagottarla. Lo stratagemma anni ’90 di iniettare le piume in una specie di sacco tubolare di trama elastica (successivamente sagomato e trapuntato), pare sia dovuto ad una intuizione di Alberto Aspesi. Anche per la stagione  fredda in corso, dei materiali tecnici bi-stretch garantiscono linee precise e sartoriali ai capi femminili della griffe . Nylon colorato al neon per la serie da uomo con bomber e field jacket pieni di tasche strategiche e dettagli high tech, ma sempre con un taglio  pulito ed essenziale.

Doppia funzione d’uso
I temi Mountain, City e Week-end,  svolti dalle proposte Peuterey, tutte reversibili, condividono, sia per lei che per lui, la doppia funzione d’uso alternando la superficie liscia da un lato e il trapuntato matelassé dall’altro. Sfumature “icy” e toni freddi sono smentiti da botte di tinte speziate come il rosso henné e il tabacco, mentre i cotoni smerigliati si mixano alla pelle bottalata e alle trame laniere per modelli sia corti che lunghi a paltoncino. Il mix materico imperversa nei dettagli delle giacche da donna in nappa impalpabile imbottita di piuma, contornata da maglia a coste e da pelliccia.

Volumi couture
Ad uovo, a tulipano, a redingote… Ermanno Scervino, maestro dei nuovi volumi sartoriali, si cimenta nei capispalla in duvet, traslati nel linguaggio couture. Non per niente la flanella , la lana cotta e il velluto di seta blu notte, imbottiti e trapuntati  a chevron, hanno intarsi in mohair e pizzo e colli elaborati. Cotone usurato, però doppiato in kalgan, oppure in nappa color cuoio, per il bomber maschile un po’ da rocker, un po’ da dandy, un po’ da ufficiale e gentiluomo. Nell’atmosfera eclettica e trasversale di stagione.

Personal Mission
Paesaggi da grande freddo, silenzi interrotti dal vento… è questo lo scenario che l’uomo Iceberg si appresta ad affrontare per la sua Mission personale. Forse ancora una volta la scalata all’Everest o a qualunque altra meta si prefigga. Indossa il giubbotto imbottito con involucro in cordura color roccia o in denim vissuto con maxi scritte rubate alle spedizioni d’alta quota. Ed è altrettanto avventurosa la sua compagna, decisa d emulare la famosa aviatrice Amelia Earhart. Indispensabile quindi il bomber-duvet tipo aeronautica, addolcito da fili di lurex e dettagli fur staccabili. Per l’irrinunciabile parafrasi night&day.

Non solo piuma?
Gonfio, spiritoso, coloratissimo come una meringa pop, Bubble, il piumino unisex, è realizzato da Brema in poliammide idrorepellente,  imbottito all’interno di genuina piuma d’oca. Caratterizzato poi dalla zip trasversale e da tre comode tasche. Ma Roberto Menichetti, Direttore Creativo della maison e sempre alla ricerca di una vestibilità ergonomica e massima libertà di movimento, ha pensato anche ad un eskimo con coulisse in vita e addirittura sei strategiche tasche, però questa volta farcito dell’inedito, performante materiale chiamato Prima Loft. Capace, a quanto pare,  di offrire un isolamento high performance e una barriera termica che trattiene piacevolmente il calore del corpo. Come dire: non solo piuma!

Marisa Gorza


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