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Il potere creativo di Istanbul

Claudia Alongi
5 febbraio 2013

Ieri leggendaria capitale dell’impero bizantino e poi ottomano con il nome di Bisanzio e Costantinopoli, oggi Istanbul è il cuore industriale e finanziario della Turchia. E dietro la “megalopoli dalla storia millenaria”, si cela una città dinamica che ambisce a diventare il centro nevralgico internazionale della creatività e della progettazione.
A tal proposito, la Fondazione per la Cultura e le Arti di Istanbul o IKSV (un ente privato che riunisce intellettuali e mecenati turchi) ha patrocinato eventi di portata internazionale quali la rinomata Biennale d’Arte Contemporanea e la neonata Biennale del Design. In particolare quest’ultima kermesse, la cui primissima edizione si è svolta lo scorso settembre, si consacra tutta al design, inteso in senso letterale come rivincita del processo creativo sulla serialità della produzione industriale. I mesi della Biennale di Istanbul, inoltre, sono animati da un fitto calendario di workshop, tavole rotonde, performance live ed eventi collaterali.

Per chi vuole un assaggio dell’anima in fermento di Istanbul, tappa obbligatoria è il SALT, nel quartiere di Galata (già sede della Biennale), un innovativo e vivace centro culturale ed espositivo polivalente di quasi diecimila metri quadrati all’interno di quella che fu la Banca Imperiale ottomana. Il SALT è ben frequentato e racchiude di tutto un po’: mostre temporanee, auditorium per concerti o conferenze, bookshop, museo, biblioteca con archivi di arte, architettura, urbanistica e design e un Cafè-bistrot con vista sulla Conca d’oro.
E se non è abbastanza, a soli quindici minuti a piedi c’è il SALT Beyoğlu, che mette a disposizione un cinema aperto e gratuito, un teatro e un giardino permanente e “commestibile” allestito dall’architetto Fritz Haeg.

A Istanbul spazio anche per shopping, cibo e relax. Basta recarsi nel Kapalı Çarşı o Gran Bazar (il mercato coperto più antico al mondo, brulicante di atelier di tessuti, spezie, tappeti e bijou) o da Ali Muhiddin per assaggiare il Lokum, il tipico pasticcino del luogo da accompagnare con un buon caffè turco.

Claudia Alongi


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