Motori

Il prestigio di Dacia Duster

Davide Stefano
3 settembre 2014

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Sono state presentate da poco a Milano, nella cornice dell’hotel Diana Majestic, due versioni esclusive del noto SUV compatto Dacia Duster.

Costruiti in numero limitato, questi due modelli si riconoscono grazie a innumerevoli dettagli estetici sia interni che esterni.

Partiamo dalla Dacia Duster Brave, la prima delle tre “Extra Limited Edition”. Essa si distingue per il motivo “artic mimetic” che riveste interamente l’esterno dell’auto. La “Brave” è stata realizzata partendo dalla base della Duster Lauréate, dotata del 1.5 litri dCi da 110 CV, abbinata alla trazione integrale 4×4. La vettura offre nella sua dotazione di serie il ricco Pack Look che comprende la presenza di una serie di accessori tra cui i vetri elettrici posteriori, il radar parking, il volante in cuoio, la soglia portabagagli satinata e la ruota di scorta.

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Invece la Duster Freeway, la seconda “Extra Limited Edition” del Costruttore, si distingue per un look ricercato ed esclusivo. Esternamente la vettura vanta la speciale pellicola termoformabile 3M, personalizzata con una tonalità opaca battezzata “New York Skyline” che fa da contrasto alle calotte degli specchietti laterali neri e al tetto grigio cometa metallizzato. Il kit estetico viene completato dalla presenza dello spoiler posteriore, mentre la soglia del bagagliaio e lo scarico risultano cromati. Come la “Brave”, anche la Duster Freeway si basa sulla versione Lauréate, abbinata al 1.6 litri dCI da 110 CV, mentre la trazione è solo sulle ruote anteriori,

L’originale estetica viene accompagnata da una dotazione di accessori di prim’ordine, che comprende tra le altre cose il navigatore satellitare GPS con cartografia Europa, il cruise control, il volante rivestito in cuoio e i vetri posteriori elettrici.

Dacia Duster continua così a stupire. In definitiva, si tratta di un modo originale e non conformista di girare la città e, perché no, anche piccoli percorsi off-road con la versione “Brave” dotata di trazione integrale.

Davide Stefano


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