Arte

Il primo museo d’arte “universale” è ad Abu Dhabi: ecco il nuovo Louvre

Cecilia Dardana
21 novembre 2017

È un inno al dialogo tra le culture il nuovo Louvre di Abu Dhabi. Un’opera imponente, un kolossal. Nato come progetto nel 2007, il museo siglato dall’archistar Jean Daniel arriva con anni di ritardo, a causa dei costi esorbitanti capaci di mettere in ginocchio persino l’economia degli Emirati Arabi Uniti.

L’11 novembre 2017, l’inaugurazione: 5000 le presenze nel primo weekend, biglietti online sold out da mesi. E come se non bastasse, il nuovo museo più famoso del mondo ha già una lunghissima lista d’attesa.

Si tratta di un vero e proprio capolavoro capace di sintetizzare suggestioni derivanti dalla tradizione costruttiva araba, design contemporaneo e soluzioni di ingegneria avanzata. Una pioggia di luce e giochi luminosi sulle pareti dei ben 55 edifici che lo compongono accolgono il visitatore sull’“isola della felicità”: Saadyat è infatti la traduzione araba con cui è stato denominato il pezzo di terra emersa su cui sorge il museo di marchio parigino.

È una metafora del cosmo la costruzione ideata dal 72enne architetto originario della Garonna: l’intero insediamento è sovrastato da una cupola di 180 metri di diametro, composta da 8 strati a nido d’ape, tutta in acciaio, con 7850 stelle metalliche diverse l’una dall’altra e disposte con un sistema casuale per creare riflessi che danzano sopra e attraverso l’edificio.

Ma quanto è costato tutto questo scherzetto? La spesa finale ufficiale, in realtà, non è stata rivelata, ma quel che è certo è che il principato del Golfo Persico ha dovuto sborsare 500 milioni di dollari a Parigi per poter utilizzare il marchio dell’icona museale transalpina per i prossimi 30 anni (e sei mesi); altri 750 milioni se ne andranno per mettere a contratto i manager francesi che si incaricheranno di supervisionare le 300 opere in arrivo da Rue de Rivoli.

Cifre da capogiro, dunque, quelle che hanno permesso la costruzione della nuova “città-museo”, che attualmente ospita 620 opere. Di queste circa la metà arriva dal Louvre parigino, ma anche altri 12 musei francesi hanno messo a disposizione i tesori di cui erano in possesso.

Così, perdendosi nelle 23 gallerie permanenti, a cui si aggiungono uno spazio per mostre temporanee e un Museo per bambini, ci si imbatterà in Tiziano, Degas, David, Bellini, il fiammingo Jacob Jordaens, Paul Klee, Manet, Gauguin, Rodin, Picasso, Magritte, Cy Twombly, Ai Weiwei. E chi più ne ha più ne metta. Per chi ha la fortuna di capitare a tiro, imperdibili il Ritratto di Dama (La Belle Ferronière) di Leonardo da Vinci dal Louvre, il Bonaparte che attraversa le Alpi di Jacques-Louis David da Versailles e l’Autoritratto di Vincent Van Gogh dal Musee d’Orsay.

 


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