Leggere insieme

Il Principino scende da cavallo

Marina Petruzio
24 maggio 2015

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Di Irene Biemmi, illustrato da AntonGionata Ferrari per EDT Giralangolo, nella collana SottoSopra, Il Principino scende da cavallo racconta di un principe, come ce ne sono tanti: di un bambino.

Non é facile la vita di un principe, quando si é ancora bambini.
Non è facile la vita di un bambino che viene chiamato Principe, caricato di aspettative, ruoli più o meno dichiarati!
Bisogna indossare abiti scomodi – nessuna crudeltà maggiore per un bambino! – imparare le buone maniere e soprattutto non disattenderle, mai! Mangiare usando per bene le posate, e solo un bambino sa quanto può essere indomabile un coltello, il tovagliolo e soprattutto mangiare senza sporcarsi e poi…poi trattenere le lacrime quando si ha paura. Questo è quello che fa di un bambino, un Principe.
Un grande destriero nero e fiero, irraggiungibile per altezza, ingovernabile per stazza, il peso dei doveri e delle aspettative, sentirsi più piccoli ancora, inadeguati, esposti e non ascoltati, questi i sentimenti di chi sopra il cavallo ci deve stare per non deludere.
Ma chi sarebbe contento di stare lassù, a guardar tutti dall’alto dando un messaggio di potenza quando invece è solo vergogna, voglia di sparire, non farsi vedere e magari in fondo al cuore il desiderio di provare ad essere solo…sé.

Evitato da tutto e da tutti, il Principe bambino o il bambino Principe vaga di città in foresta, osservato da genitori adulanti, più sé stessi che il figlio, solo in cima a quel bestione inaffrontabile. Sino a che…eh sì, ad un certo punto, come in tutte le favole che si rispettino, deve saltar fuori il lupo, deve succedere qualcosa che levi, in questo caso, il poveretto dall’impiccio di essere principe per gli altri e non per sé.
Ehi, lassù! Senti un po’, ma chi ti credi di essere?! Perché non scendi giù da quel bestione?
È una bambina, anche un po’ seccata da tutta quell’impertinenza, quella supponenza: più in alto, più bello, tutto così vestito da uno che non si sporca mai! Ma chi si crede quello!?

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Una bambina bambina, una di quelle che possono girar vestite come vogliono, che anche se mangiano con le mani che poi si passano sulla maglietta magari strappano un sorriso, una che il coltello se vuole lo usa se no, no. Una di quelle che la vita è quella e non un’altra.

Dal basso le prospettive cambiano, le linee dell’orizzonte si allineano, le persone le si guarda negli occhi e quando le si incrocia ci si dice Ciao! Perché esce spontaneo, come diventare più simpatici.
Dalla propria altezza alla propria altezza il passo può essere breve se si prova a fare una capriola, prima timida poi…se si prova a sporcarsi un po’ con la cioccolata, prima un angolo della bocca poi…insomma per decidere che si sta meglio nei propri panni e non nei panni di un Principe o di chiunque altro, bisogna solo provare, averne tanta voglia e lanciarsi!
E questo Principino ci ha provato: sceso da cavallo ora lo vedi sfrecciare verso scuola in sella alla sua bicicletta rosso fiammante e il pomeriggio, dopo aver fatto i compiti, si incontra con una bambina dagli occhi scintillanti…
E il cavallo? Quello alto e nero? Se guardi bene sta ancora brucando un po’ di erbetta fresca lì in torno, altrimenti é finalmente a fare un giro al galoppo!

Dedicato a tutti quei bambini che voglio essere solo sé stessi.

Marina Petruzio

Il Principino scende da cavallo
di Irene Biemmi illustrato da Antongionata Ferrari
Collana: Sottosopra
Ed.: EDT Giralangolo
Euro: 12,00
Età di lettura: per tutti!


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