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Il Protagonista: I Muffin

staff
12 maggio 2012

Muffin ai mirtilli, muffin al cioccolato, allo yogurt e perfino i salati cornbread muffin. Ne esistono moltissime varietà, ma tutti presentano le stesse inconfondibili caratteristiche: rotondi, con la cima a calotta semisferica, molto soffici ed estremamente deliziosi.
La storia di questo dolce possiede radici molto antiche che affondano principalmente nella cultura anglosassone. Queste squisitezze infatti venivano originariamente preparate e consumate dai domestici dell’alta società dell’Inghilterra Vittoriana, utilizzando il pane del giorno precedente e i ritagli dell’impasto dei biscotti, il tutto lavorato con delle patate schiacciate. L’impasto ottenuto veniva poi fritto, dando vita a dei dolci leggeri e allo stesso tempo molto croccanti.
Ma la bontà dei muffin venne ben presto scoperta e apprezzata anche dai padroni di casa e, via via, da tutte le classi sociali dell’epoca, divenendo il dolce preferito per l’ora del tè.
Successivamente, i muffin si diffusero a tal punto che furono creati un gran numero di forni dedicati alla loro produzione e, per strada, si potevano incontrare i cosiddetti “Muffin Men”, degli ambulanti che vendevano i dolci portandoli su vassoi di legno appesi intorno al collo. Questa figura divenne così importante nella cultura della società inglese che gli fu dedicata una famosa ninna nanna, intitolata appunto “Oh, do you know the muffin man?”.     
Oggi distinguiamo principalmente due tipi di muffin: quello inglese e quello americano. I muffin inglesi sono piatti, a forma di disco, vengono preparati con il lievito di birra e, tradizionalmente, cotti sulla griglia. I primi muffin inglesi hanno le proprie radici a cavallo tra il X ed l’XI secolo in Galles, dove venivano modellati a forma d’anello e posti direttamente sul fuoco o sul fondo di una padella.
I muffin americani, i più diffusi nel mondo ed anche in Italia, sono invece dei dolci cotti in stampi monoporzione e preparati utilizzando il lievito in polvere. Anche questa varietà possiede una lunga storia che coincide con la colonizzazione europea delle Americhe. Nel XVII secolo, infatti, i Padri Pellegrini si insediarono nel Nuovo Mondo, portando con sé usi, costumi e ovviamente ricette tipicamente anglosassoni. Tuttavia, le dure condizioni di vita dei colonizzatori poco si adattavano a pasticcini elaborati, così le mogli dei pionieri modificarono la ricetta originale creando un impasto più veloce e utilizzando ingredienti più sostanziosi.
Con il passare dei secoli, tutte le regioni degli Stati Uniti diedero vita a dei muffin speciali, personalizzati con ingredienti locali come lo sciroppo d’acero nel New England, cranberries nella zona dei Grandi Laghi, pesche in Georgia e peperoncino e farina di granoturco nel Nuovo Messico. Fino al 1880, i muffin rimasero dei semplici dolci caserecci, finché un panificio di New York non raffinò la ricetta rustica dei coloni e iniziò a vendere i suoi “Thomas Fine English Muffins” a ristoranti e alberghi della città. Il muffin tornò quindi a essere il dolce preferito dell’alta società e ad accompagnare l’insostituibile ora del tè.
Una storia dal sapore antico dunque, per un dolce delizioso e gustosissimo capace, ancora oggi, di conquistare qualsiasi palato.

 

Giorgia Assensi


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