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Il Protagonista: Il Cioccolato

staff
19 maggio 2012

“Theobroma cacao”, che in greco significa “cacao, il cibo degli dei”, è il nome scientifico assegnato al cioccolato dal naturalista Carlo Linneo nel 1735.    
Le origini del cioccolato vengono fatte risalire al periodo Maya, popolo che fu il primo a coltivare la pianta del cacao: i suoi semi venivano considerati tanto preziosi da essere impiegati come moneta e conservati nei forzieri assieme all’oro. Inoltre, venivano usati per preparare una bevanda dal gusto molto speziato e intenso, chiamata “xocoatl”.
Successivamente, con la dominazione Azteca sui Maya, questa bevanda iniziò a essere aromatizzata con la vaniglia. Il sapore era infatti molto amaro in quanto i semi di cacao, una volta essiccati, venivano macinati e disciolti in acqua; da ciò si può dedurre che la bevanda fosse apprezzata più per le sue caratteristiche corroboranti che per il gusto. I sacerdoti, ad esempio, usavano sorseggiarla durante le lunghe veglie e il sovrano Montezuma la apprezzava così tanto che, si dice, ne consumasse decine di tazze al giorno!
Con la scoperta delle Americhe, i semi del cacao vennero importati nel Vecchio Continente, dove venivano consumati sempre sotto forma di bevanda, prima seguendo la ricetta degli Aztechi e, successivamente, aggiungendo zucchero, cannella o vaniglia.
Alla fine del 1600, il cacao si diffuse in tutta Europa. In Italia, i maestri veneti e fiorentini diedero vita all’arte della preparazione del cioccolato e iniziarono a esportare non solo i loro prodotti, ma anche la moda dei “saloni”, punti di ritrovo esclusivi destinati all’alta borghesia e agli intellettuali per la degustazione della cioccolata.
A un secolo e mezzo dal suo arrivo in Europa, si tentò di dare alla cioccolata una consistenza solida: a Londra nel 1674 apparvero i primi budini; a Parigi negli anni di Luigi XV si producevano pastiglie di cacao aromatizzate alla vaniglia. Alla fine del XVIII secolo, il pasticcere Majani di Bologna produsse il primo cioccolato solido e pochi anni più tardi a Torino comparve il prototipo del gianduja. Nel 1862, gli svizzeri Daniel Peter e Henri Nestlé misero a punto i procedimenti per la fabbricazione del cioccolato solido al latte.
Oggi, le moderne conoscenze scientifiche hanno permesso di studiare con maggiore precisione tutte le salutari virtù di questo meraviglioso “cibo degli dei”: vasoprotettore, contribuisce a favorire il controllo della pressione arteriosa, la concentrazione e la produzione di serotonina, chiamata anche “neurotrasmettitore del buonumore”, agendo positivamente sull’umore e diminuendo lo stress. Tutto questo ha fatto sì che il cacao si conquistasse la fama di grande afrodisiaco.
Ma non è tutto! Un recente studio dell’Università della California ha dimostrato che il cioccolato è in grado di ritardare l’affaticamento muscolare, migliorando la performance sportive anche del 50%.
Il cioccolato quindi non è solo buono, ma anche ottimo alleato di una vita sana e sportiva. E chissà, magari anche i velisti dell’America’s Cup World Series conservano barrette di cioccolato da gustare prima di ogni gara!

 

Giorgia Assensi


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