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Il Protagonista: il piratesco calvados

staff
10 marzo 2012

Il calvados è un brandy di mela, tipico proprio del dipartimento francese di Calvados, in Bassa Normandia. La sua produzione è molto lunga e laboriosa: i frutti del melo vengono colti e spremuti, fatti fermentare – diventando così un sidro molto secco – e distillati. Questa particolare acquavite viene poi fatta invecchiare almeno due anni in appositi barili di quercia normanna, costruiti con legno molto secco. Più tempo invecchia, più diventa gradevole e acquista il tipico colore dorato, marrone con riflessi arancioni e rosso mogano. Solitamente la maturazione in botte dura diversi anni, grazie ai quali il gusto delle mele viene bilanciato dagli aromi dell’invecchiamento.
Distillatori di mele sono citati sin dai tempi di Carlo Magno, ma bisogna aspettare il XIV secolo per veder apparire la prima distillazione normanda. Un gustoso aneddoto che lega il prelibato brandy alla storia dei predoni del mare ce lo racconta Anna Spinelli: “il calvados è un’altra acquavite leggendaria della pirateria. In un momento imprecisato durante la guerra dei cent’anni, fra il XIV e il XV secolo, una nave spagnola della Invencibile Armada che portava il nome di El Calvador, inseguita dalla flotta dei corsari di Francis Drake, naufragò all’imboccatura della Senna. I superstiti che raggiunsero la riva si dispersero tra la popolazione, e trovando la regione piena di alberi di melo, per sopportare gli inverni troppo lunghi a quella latitudine, provarono a ricavare dalle mele un’acquavite, battezzandola col nome della loro nave. Il risultato fu decisamente buono, poichè il calvados – così il nome mutò nella parlata locale – viene ancora prodotto esclusivamente dalle mele di quella zona, invecchiato in fusti speciali di legno fino ai cinquant’anni”.
Il calvados viene impiegato nel tradizionale trou Normand, cioè “il buco normando”: questo consiste in un sorso di calvados preso tra le varie portate dei pasti più importanti e ufficiali, a volte accompagnato da un sorbetto di mela, che si pensa possa risvegliare l’appetito. Il calvados, inoltre, può essere servito alla stregua degli altri liquori dolci o dei vini da dessert, come digestivo, magari con il caffè, o come alcolico da meditazione. In altri casi – soprattutto quando si tratta di calvados giovani – viene servito come cocktail da aperitivo o long drink.
A questo proposito, ecco il cocktail classico al calvados proposto dalla autrice ne “La cantina dei pirati”: 1 parte di succo d’arancia, 1 parte di triple sec, 1 parte di calvados, 2 spruzzi di bitter d’arancia, 1 spruzzo di angostura. Mescolare nello shaker e servire in un bicchiere basso guarnito con fette d’arancia.

 
Virginia Grassi

 
“La cantina dei pirati. Liquori, spezie, bevande, ricette” di Anna Spinelli, edizioni Fernandel, pp. 142.


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