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Il Protagonista: Il Salmone

staff
3 dicembre 2011


Se pronunciate il nome “salmone”, piano piano e lo ripetete scandendo bene le sillabe, sal-mo-ne, proverete quasi una sensazione di grandezza. Grandezza riscontrabile nella principale caratteristica che distingue i salmoni da tutti gli altri pesci: un’immensa fatica per migrare dal mare ai fiumi. Non a caso, gli antichi romani lo chiamavano “Salmo Salar”, dal verbo “salire”, riferendosi ovviamente alla loro principale peculiarità.
Pesce affascinante il salmone, predatore tipico dei mari freddi del Nord Atlantico. È un pesce anàdromo (dal greco anádromos, composto da aná “all’indietro” e drómos “corsa”) in quanto nasce in acqua dolce, passa la fase centrale della sua vita in mare e torna in acqua dolce per riprodursi. I maschi e le femmine, infatti, dopo un lungo periodo di permanenza in mare, si recano nello stesso fiume e nello stesso luogo dove sono nati, guidati presumibilmente da stimoli olfattivi, per riprodursi. Dopo la riproduzione, la maggioranza dei salmoni, sia maschi che femmine, muore per lo sfinimento. Le larve, trascorso un anno, prendono il nome di parr e, al raggiungimento dei 500g di peso, quello di smolt. Gli smolt, in primavera, ridiscendono i fiumi, sfruttando le piene, stabilendosi presso gli estuari, dove rimangono circa un anno nutrendosi di crostacei che conferiscono alle carni la classica colorazione rosa. Infine, si allontanano dalla costa, assumendo uno stile di vita pelagico, ossia di pesci da mare aperto.
Il salmone è un pesce talmente grandioso e stupefacente che viene spesso identificato come simbolo di saggezza e conoscenza. Nella mitologia irlandese, ad esempio, si narra la storia di un semplice salmone che, dopo aver mangiato nove nocciole cadute nel Pozzo della Saggezza, acquisì tutto il sapere del mondo. Inoltre, la prima persona che avesse mangiato la sua carne, avrebbe ottenuto, a sua volta, questo sapere. Per questo motivo, un giovane poeta di nome Finn, a cui mancava il dono della saggezza, trascorse sette anni cercando di pescarlo. Quando finalmente lo catturò, diede istruzioni a Fionn, il suo apprendista, su come prepararglielo. Fionn però, mentre lo stava cucinando, si scottò il pollice e immediatamente si succhiò il dito per alleviare il dolore. Quando Fionn portò il cibo pronto a Finn, il suo maestro vide negli occhi del ragazzo un fuoco che non aveva mai visto prima. Interrogato, Fionn ammise di averne provato il sapore e quindi di aver acquisito saggezza e conoscenza. Egli divenne per questo uno dei più grandi eroi del mito irlandese, a cui bastava portarsi il pollice in bocca e ciucciarlo per trovare soluzioni sagge e ponderate a qualsiasi problema.
Come ogni leggenda, anche quella irlandese, ha un fondo di verità. Il salmone infatti è simbolo di conoscenza e saggezza poiché, essendo un pesce ricco di acidi grassi Omega-3, combatte il rischio di declino mentale, di attacco cerebrale e di depressione. Insomma, un vero e proprio toccasana per il cervello.
Buon appetito allora, anzi buona conoscenza!

 

Giorgia Assensi


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