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Il Protagonista: le Arance

staff
28 aprile 2012

Le arance appartengono al gruppo degli agrumi e sono i frutti del bellissimo albero dell’arancio, di cui esistono due principali varietà: l’arancio dolce e quello amaro.
Il primo, originario della Cina e del Sud Est Asiatico, fu importato in Europa nel XIV secolo da marinai portoghesi. Proprio per questa origine storica, nella letteratura del secolo XIX l’arancia veniva spesso chiamata “portogallo” e, ancora oggi, la parola araba che traduce questo meraviglioso frutto è burtuqāl. Ma non solo, anche molti dialetti regionali sia del nord che del sud Italia, recuperano questa antica terminologia: portugaj in piemontese, portuall in abruzzese o partualli in siciliano. 
L’arancio amaro, invece, fu introdotto in Europa dagli arabi nel IX secolo e in Sicilia sin dal XI secolo. La polpa del suo frutto è acida, amarognola e ricca di semi. Inoltre, questa varietà viene utilizzata soprattutto nella produzione di dolci o liquori come, ad esempio, il curaçao.     
Al di là di queste differenze, la caratteristica nutrizionale di tutte le arance è, come ben risaputo, la vitamina C, importantissima per il potenziamento delle difese immunitarie contro virus e batteri. Inoltre, sono un ottimo rimedio contro l’affaticamento, in quanto ricche di sali minerali, e un valido alleato della forma fisica: sono infatti ipocaloriche e costituite per più dell’80% d’acqua.
Le arance possono essere consumate fresche sia a spicchi, che spremute. In tal caso, devono essere consumate nel più breve tempo possibile perché la vitamina C si ossida facilmente a contatto con l’aria, perdendo così le sue numerose proprietà. Le arance sono poi ingrediente fondamentale di numerosi dolci, bevande, marmellate, gelatine, frutta candita e gelati, ma anche di secondi piatti con gusto agrodolce, come suggerito questa settimana dallo straordinario Chef Massimo Livan. Ma non è tutto: questi agrumi, infatti, vengono usati, sotto forma di essenze, anche in ambito cosmetico e farmaceutico.
Altre curiosità? Poco risaputo è che si deve agli arabi la scoperta della famosa granita all’arancia, gustosa prelibatezza tipica delle città di Noto e Modica, nata da una semplice quanto dissentante ricetta a base di neve dell’Etna, zucchero di canna e, ovviamente, succo d’arancia.
Inoltre, risale ai tempi delle crociate l’usanza di impiegare i fiori d’arancio per addobbare gli abiti delle spose. I cavalieri, infatti, usavano regalarli alle future mogli nel giorno delle nozze come augurio, secondo la tradizione saracena, di fecondità e prosperità.
Agrumi speciali dunque, buoni, salutari e naturali antidepressivi. Recenti studi dimostrano infatti che persino il profumo delle arance fresche può ridurre notevolmente gli stati d’ansia, riportando immediatamente buonumore e ottimismo!

 

Giorgia Assensi


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