Food

Il Protagonista: Le ostriche

staff
29 ottobre 2011


Huîtres (ostriche) e champagne rappresentano uno dei grandi classici della cucina francese. Non a caso, in Francia, le ostriche, a seconda della loro forma, vengono chiamate in modi diversi: quelle di forma allungata si chiamano “creuses’, quelle tondeggianti “plates”. Fra queste, la “bélon”, dal particolare gusto di nocciola, muschiato, dovuto all’incontro dell’acqua dolce del fiume Bélon con l’acqua di mare. Dove gustare la celeberrima bélon? Quale posto migliore se non Riec-sur-Bélon, uno degli angoli più affascinanti della Bretagna, dove da secoli si pratica con amore e passione l’arte dell’ostricultura. Inoltre, secondo la tradizione francese, tutti i mesi con la erre sono il periodo migliore per mangiare le ostriche che, appunto, sono, come dicono i francesi, “laiteuses”, cioè hanno le uova, il che dona loro un aspetto e un gusto più “grassi”.
Il modo classico per gustare le ostriche è quello di consumarle crude, aggiungendo solo qualche goccia di limone ed un pizzico di pepe nero appena macinato. Naturalmente, devono essere freschissime, perché conservino integro il loro profumo di mare e, soprattutto, il loro noto potere afrodisiaco. Potere che deriva da un’alta percentuale di zinco che aumenta in maniera sensibile la funzionalità degli ormoni e del testosterone.
Proprio per questo motivo, il celebre seduttore, Giacomo Casanova, era un grande consumatore di ostriche e nei suoi incontri amorosi, questi raffinati molluschi rappresentavano il cibo della seduzione per eccellenza. Scriveva, infatti, nei suoi diari: “per puro caso, un’ostrica che stavo per mettere in bocca ad Emilia sdrucciolò fuori dal guscio e le cadde sul seno. La ragazza fece il gesto di raccoglierla con le dita, ma io glielo impedii, reclamando il diritto di sbottonarle il corpetto per raccoglierla con le labbra nel fondo in cui era caduta”.

 

Giorgia Assensi


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