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Il protagonista: L’Uovo di Pasqua

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7 aprile 2012

“Omne vivum ex ovo”, ovvero “ogni essere vivente nasce da un uovo”.  Si tratta di un motto che riassume una teoria scientifico-filosofica, nata nella metà del ‘700, secondo cui ogni organismo proviene necessariamente da una creatura preesistente e nessuno può nascere per generazione spontanea.
Ma la credenza che tutto abbia inizio dall’uovo è ben più antica. Nelle narrazioni mitiche, infatti, a partire da quelle egizie fino ad arrivare a quelle africane, taoiste o buddhiste, vi è spesso un uovo, definito “cosmico”, alla base della creazione dell’universo. Da qui si apprende l’importanza che l’uovo, con la sua forma perfetta, ha avuto, trasversalmente a numerose civiltà, nel corso dei secoli.  
Oggi l’uovo, in particolare quello di cioccolato, è il simbolo per eccellenza della ricorrenza pasquale; tuttavia, l’origine di questa tradizione ha significati simbolici che si perdono nell’antichità.
Secondo la tradizione pagana, ad esempio, l’uovo era simbolo della vita e della rinascita. Presso i greci, i cinesi e i persiani poi, l’uovo era spesso il dono che veniva scambiato in occasione delle feste primaverili quale simbolo della fertilità e dell’eterno ritorno alla vita. Gli antichi romani, in particolare, usavano seppellire un uovo dipinto di rosso nei loro campi per propiziarsi un buon raccolto.
Con l’avvento del Cristianesimo, molti simboli pagani vengono recepiti dalla nuova religione. Tra questi, anche l’uovo che, in occasione della Pasqua cristiana, viene scambiato come dono augurale e, ancora una volta, come simbolo di rinascita.
Nel Medioevo poi, si diffonde la tradizione delle uova artificiali decorate con pietre preziose e rivestite in materiali pregiati quali l’argento, il platino e persino l’oro. Ovviamente, queste particolarissime uova erano esclusivo appannaggio degli aristocratici e dei nobili: ad esempio Edoardo I, re d’Inghilterra dal 1272 al 1307, commissionò la creazione di circa 450 uova rivestite d’oro da donare in occasione della Pasqua.
La ricca tradizione dell’uovo decorato, però, è legata per antonomasia all’orafo russo Peter Carl Fabergé. Nel 1883, egli ricevette dallo Zar il compito di preparare un dono speciale per la Zarina Maria. L’orafo creò per l’occasione il primo uovo Fabergé, un uovo in platino smaltato di bianco contenente un ulteriore uovo in oro, che conteneva a sua volta due doni: una riproduzione della corona imperiale e un pulcino d’oro. La fama ottenuta dal primo uovo di Fabergé ha così contribuito a diffondere l’usanza del dono interno all’uovo.
La tradizione delle uova possiede quindi una storia antichissima, tutta da scoprire e narrare agli ospiti per stupirli e meravigliarli in un’occasione speciale come quella del pranzo di Pasqua.

 

Giorgia Assensi


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