Leggere insieme

Il raffreddore di Amos Perbacco per un Babaweek–end

Marina Petruzio
9 novembre 2014

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Il raffreddore di Amos Perbacco di Erin e Philip Stead per Babalibri è quanto di più attuale si possa parlare in questi giorni d’autunno avanzato.
Nulla di più tipico di un fastidioso raffreddore novembrino di quelli tutti starnuti, tosse, brividi e naso rosso.
Quelli che ti tolgono anche la voglia di giocare, solo momentaneamente però, e anche di parlare con la zuccheriera affinchè ti ceda lo zucchero giusto per i fiocchi d’avena e per il tè e non un cucchiaino di più! Quelli che anche volendo non puoi uscire. Ed è proprio qui la questione: chi si occupa di te in queste condizioni? Chi si prende cura, chi cura il tuo raffreddore?

Per quello di Amos ci sono gli animali amici dello zoo.
Amos è un signore alto e magro, delicato e sottile come il segno della grafite che lo definisce sul foglio.
Lo immagini dinoccolato muoversi attraverso le pagine lungo la sua giornata, che inizia presto la mattina: alle sei è già alla fermata dell’autobus, il numero 5 quello che porta allo zoo dove ha sempre molto da fare, sembra esserne il custode!
La sua settimana è scandita dal cambio delle scarpe, e ne ha di ogni tipo, a partire da comode pantofoleconiglio che sembrano il vezzo di questo signore gentile di mezz’età che, nonostante impegni e giornate intense, riesce a ritagliarsi del tempo da dedicare agli amici, ai suoi amici animali. E non del tempo a caso ma del tempo dedicato ad ognuno di loro, quasi un tempo personalizzato per fare cose che piacciono loro, che li divertono di più, che li fanno sentire importanti e coccolati. Curati. Amos in quel tempo si prende cura di loro, giocando a scacchi col ponderoso elefante, facendo una gara di corsa con la tartaruga e facendola vincere sempre, passando del tempo tranquillo facendo compagnia al timido pinguino, prestando sempre e comunque il proprio fazzoletto al rinoceronte che forse ai nostri climi non riesce proprio a fare l’abitudine, leggendo una storia al gufo che sull’imbrunire s’agita pauroso com’è del buio. Lasciando un buon ricordo di sé nei suoi amici ogni volta che, all’imbrunire, senza mai guardare l’orologio, riprende l’autobus numero 5 che puntuale passa e puntualmente lo lascia nei pressi della sua casetta chiusa tra i palazzi della moderna città.

E saranno proprio questi amici che si prenderanno cura di lui. Memori del suo spassionato e sconfinato affetto si recheranno in fila indiana, un per uno, alla fermata dell’ autobus numero 5 e sino a casa Perbacco, trovandone la via come se fosse un’abitudine, una buona prassi. Lì saranno loro a prendersi cura di lui, giocando, sorseggiando del buon tè assieme, porgendo il proprio fazzoletto all’occorrenza e leggendo una storia ad alta voce – sapendo, il gufo, quanta paura del buio aveva Amos!

Senza titolo

Una favola sul prendersi cura per trasmetterne il senso e la buona abitudine, sull’essere gentili e generosi.
Per leggere una storia in più e dormire sereni, sicuri che le coperte sono state rimboccate per bene.

Marina Petruzio

Il raffreddore di Amos Perbacco
di Philip C. Stead illustrato da Erin E. Stead
Traduzione: Cristina Brambilla
Ed.: Babbalibri
www.babalibri.it
Euro: 13,00

Età di lettura: dai 4 anni


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