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Il raggio che fa splendere la bellezza

staff
14 ottobre 2011

Figuratevi la meraviglia degli antichi abitanti del Nord d’Europa di fronte allo spettacolo di un’aurora boreale, prima che la scienza moderna fornisse la spiegazione del fenomeno! E come non provare stupore nell’osservare, nelle notti d’estate, il luminoso volo delle lucciole?
Se guardiamo alla natura, questi non sono gli unici casi in cui la luce gioca un ruolo fondamentale (anche se differenziato), ed è sempre stata ambizione dell’uomo riprodurne il fascino, la magia, l’energia…
Il raggio LASER (acronimo inglese che sta per Light Amplification by Stimulating Emission of Radiation), pura invenzione umana, è dotato di una energia straordinaria, ben più elevata di quella consentita dalle fonti tradizionali. Ed ha, tra le altre, la capacità di irradiarsi in un’unica direzione poiché i fotoni (quantità minime e indivisibili di luce) viaggiano compatti e paralleli come un plotone di velocissimi soldatini in parata. Ne risulta una forte luce monocromatica dovuta ai quanti (o fotoni), tutti rigorosamente con la stessa lunghezza d’onda.
Opss! Sto rischiando di impelagarmi nell’arduo campo della scienza quantistica, non esattamente di mia competenza! Meno male che mi viene in soccorso il Dottor Federico Barbieri, fisico esperto del settore, per riassumermi che proprio coerenza, mono cromaticità ed alta brillanza sono le caratteristiche alla base del vasto ventaglio d’uso di questa grande concentrazione luminosa. Così entrata nel quotidiano tanto che il nostro sistema di vita non può più prescinderne. Dalla fisica all’astronomia, dall’elettronica alla metallurgica, dall’edilizia alle applicazioni militari e, non ultimo, al campo medico con le sue varie branche. Frutto di ricerca da parte di diversi scienziati tra cui Eistein, ciò che è importante sottolineare in questo contesto è che il nostro raggio, nato probabilmente per scopi bellici, è ora usato per salvare vite umane e pure per esaltare la bellezza.
“La bellezza salverà il mondo” affermava il principe Miskin di Dostoevskij e “La bellezza è vita e benessere” chiosa il Dottor Bernardo Daidone, medico estetico all’avanguardia e che da oltre quindici anni si avvale delle terapie laser.
“I settori della medicina estetica e della chirurgia plastica sono stati pionieri nell’applicazione dei laser. -aggiunge- Il raggio è selettivo, ovvero va a colpire un bersaglio preciso all’interno dei tessuti, detto cromoforo, affine alla sostanza di rilascio. Perciò esiste una sorgente laser per ogni patologia o difetto cutaneo.”
– Dottore, quali tipi di apparecchiature usa più frequentemente e in piena sicurezza?
“Uso il laser Q Switched, che ha come cromoforo la melanina e i pigmenti ed è l’ideale per la sicura rimozione di tutte le macchie cutanee e dei tatuaggi. Mentre il Neodymium Yag è attratto dall’emoglobina ed elimina capillari, angiomi, acni rosacee, teleangectasie…”
– Si tratta di quelle antipatiche venuzze ramificate? Sono un bersaglio difficoltoso?
“E’ indispensabile una certa abilità manuale oltre alle competenze mediche e tecniche riguardo all’apparato.”
– E per quanto riguarda la depilazione permanente?
“Ci si avvale in genere dei laser ai diodi e all’alessandrite che emettono una luce assorbita dalla melanina presente nel bulbo pilifero, causando l’eliminazione dei peli superflui.”
– Si tratta di trattamenti dolorosi?
“Sono tollerabili quasi tutti. Per alcuni si effettua una anestesia locale, specialmente se vanno eliminati rilievi cutanei.”
– Rimangono tracce?
“La guarigione è ottima e in rapidi tempi di recupero.”
– Oltre alla sostanza di rilascio, cosa fa variare una fonte laser da un’altra?
“La lunghezza d’onda e il tempo di emissione, per esempio il CO2 (anidride carbonica) è caratterizzato da una emissione nell’infrarosso estremo a 10600 nanometri, picco di massimo assorbimento dell’acqua. Avendo affinità con l’elemento, contenuto in tutti i tessuti umani, distrugge per vaporizzazione quanto si vuole rimuovere. Elimina verruche, cisti, esiti di cicatrici, cheratosi, macchie, xantelasmi…Questi ultimi sono dei piccoli rilievi con depositi di colesterolo e a tal proposito cito il caso di una ragazza che ne aveva il viso inondato. Ciò le creava disagio e problemi di socializzazione. Una sola seduta è stata sufficiente per asportarli senza lasciare alcuna traccia e regalarle sicurezza e gioia di vivere.”
– Già, una ritrovata bellezza ha questo potere. Ma quale è l’ultimissima frontiera del laser, del raggio-promessa (mantenuta) di perfezionamento estetico?
“Certamente il laser CO2 frazionato. Tratta micro aree con tanti punti alternati (frazionati, appunto) in un tempo di rilascio infinitesimale e una riparazione dei tessuti rapidissima. Vengono stimolati i fibroblasti con impulsi di luce che incrementano il collagene. Il suo utilizzo è finalizzato al ringiovanimento e modellamento del volto, ottenuto levigando rughe , cedimenti, imperfezioni…”
Molto allettante davvero ed è un vero peccato che non ci sia anche un laser che rivitalizza l’armonia interiore!

 

Marisa Gorza


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