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Il rientro in città porta i cavoli a merenda

Alessandra Buscemi
18 settembre 2015

KALE

A settembre ci sono due categorie di persone: coloro che si lamentano per il ritorno alla routine, per le scrivanie affollate di to do list, per i troppi caffè e il freddo in arrivo e coloro che amano la luce di settembre, fanno progetti, liste di buoni propositi e già pensano al caminetto, alle gite fuori porta, alla ricerca di tagliatelle al tartufo, allo shopping in cartoleria – come da bambini – perché non si può ricominciare senza matite, quaderni e pennarelli. Io appartengo alla seconda categoria, e nessuno mi farà cambiare idea. Il passaggio tra estate e autunno ha la magia dei tramonti rosa, delle foglie che cambiano colore, delle albe ventilate, delle prime zuppe calde, delle castagne che crescono lentamente, dell’orto che cambia e si prepara per l’inverno.

E così, pensiamo al cambio armadio, a mettere via le espadrillas a righe del mercato di Saint Tropez, gli abiti di lino bianco e i sandali di cuoio della vacanza in Grecia – non è forse questa la libertà? – e pensiamo anche al cambiamento che sta affrontando il nostro orto.

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I pomodori ormai iniziano a scarseggiare – gli ultimi, dolcissimi, sono rimasti in dimensione mignon – ed è l’ora di pensare a cavoli, broccoli e zucche. Se la scorsa primavera avete seminato broccoli e cavoli, questo è probabilmente il momento in cui, arrivati alla dimensione giusta, sono pronti per essere raccolti.

Il broccolo, della famiglia delle Brassicacceae, esiste in diverse varietà, alcune di queste sono tardive e quindi ci permettono una raccolta che può arrivare, a seconda delle situazioni, a ottobre inoltrato. Il momento migliore per la raccolta è il mattino presto; assicuratevi che il getto sia ben compatto e state attenti a salvaguardare i nuovi germogli alla base. Il broccolo, come vicino di banco, preferisce sedano e carota.

Della stessa famiglia, il cavolo cappuccio e la verza o cavolo di Milano. Parliamo di verdure che spesso non consideriamo ma sono degli ingredienti perfetti per le zuppe e le minestre invernali. I cavoli autunnali e invernali, che avrete seminato tra aprile e giugno, sono più lenti nella crescita e possono restare nell’orto anche per il periodo invernale, purché la testa del cavolo non “scoppi”. Solitamente io li raccolgo verso novembre e quelli che non consumo subito li congelo dopo averli lavati e tagliati. Una delle mie zuppe preferite ha la verza come ingrediente principale e viene stufata insieme al pane nero raffermo e al formaggio fuso: un piatto che di sicuro ci farà arrivare in ottima forma alla prova “tuta da sci”.

Non posso non citare il Kale, scoperto al mercato biologico di Parigi e mai più abbandonato. Il Kale è forse una delle verdure più sane che esistano, con proprietà anti-ossidanti e detossinanti; fornisce un grande apporto di vitamine (K,A,C), fibre, calcio e potassio. Il Kale cresce in terreni ben drenati, in presenza di clima mite e posizione soleggiata, si semina da fine marzo e si raccoglie da inizio autunno. Un consiglio per renderlo più gustoso? Far rosolare le foglie di Kale, come delle chips, in forno a 150 gradi con un filo d’olio.

E dopo tutti questi cavoli, cavoletti e broccoli stasera ci vuole un bicchiere di vino rosso per brindare a un nuovo inizio, un nuovo anno scolastico o lavorativo: che ricominci l’avventura!


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