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Arte

Il ritorno di Mirna

Marisa Gorza
8 febbraio 2013

E’ una Cortina innevata quella che accoglie gli emozionanti colori di Mirna Baldissera. Quasi come se le sue composite e infinite  cromie volessero tingere il bianco immacolato della neve ampezzana. Per la cronaca le opere dell’artista, agordina di nascita e milanese d’adozione, da domenica 3, per l’intero mese di febbraio e fino al 16 di marzo, sono esposte nella Sala Caminetto   dell’Hotel Miramonti, luogo di prestigiosi soggiorni e vacanze montane e mondane dei vip internazionali.
Successo pieno del Vernissage in una calorosa  atmosfera che ha coinvolto le personalità locali intervenute e la stampa del mondo dell’arte, ben disposta a dare il suo favore. Un particolare apprezzamento  è stato accordato a quei  collage che, frammento dopo frammento, riproducono la suggestione dei paesaggi autunnali e invernali delle amate Dolomiti. Sempre in bilico tra un astrattismo che sfiora il surrealismo, la tecnica adottata, per plasmare percezioni e sensazioni, è proprio quella di un collage capace di assemblare fragili lambelli cartacei in sfumature armoniose e a volte in forte contrasto di un rosso amaranto, di un blu cobalto, di un giallo aranciato. Minuscoli, preziosi dettagli che si incastonano uno dopo l’altro come in un inedito gioiello.

Quello di Mirna è comunque un ”ritorno”. Un ritorno a casa, un ritorno alle rassicuranti radici e ai ricordi d’infanzia. Un ritorno da un eclettico viaggio di ricerca e introspezione, un viaggio tra le stagioni della natura  e i periodi della vita,  un viaggio tra passato, presente e onirico futuro, tra le emozioni sofferte e quelle sperate. Un viaggio fantasioso che guarda pure verso l’Est, comprendendo i toni dorati, i viola intensi, gli argenti splendenti di una Russia sontuosa e fiabesca. Un viaggio che si perfeziona nel rientro, non casuale, in vista delle cime che occhieggiano dalle vetrate del Miramonti.

– Questo ritorno è definitivo o presuppone nuovi viaggi?
“Ci saranno sempre nuovi viaggi di esplorazione e ricerca, sempre completati da ritorni ai miei luoghi natali… che sono pure il miei punti di partenza.”
– Nelle sue espressioni creative privilegia il colore o la forma?
“ Decisamente il colore che trovo magico e può dare forma.”
– Con questa affermazione Mirna, vuole forse confermare la sua propensione all’astrattismo? Non vedremo mai qualche sua opera figurativa?
“Veramente ho sempre lavorato anche  al figurativo, dopotutto la mia formazione è data dal Liceo Artistico ed anche dall’Accademia della Moda Marangoni, dove ho studiato l’anatomia del corpo e il modo funzionale e realistico per adornarlo.”
Non sarà che ci prepara qualche bella sorpresa?
“Chissà…?!”

Marisa Gorza


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