Il mio punto di vista

Il salotto di Gabriella: la Young British Art con Giaele Bosio Compostella

staff
29 febbraio 2012

Cari lettori di Luuk Magazine,
da oggi, per le prossime tre settimane, avrò il piacere di ospitare nel mio speciale “salotto giornalistico” la mia cara amica Giaele Bosio Compostella.
Torinese di nascita e milanese per adozione, Giaele è una persona solare, brillante e curiosa; fin da giovanissima è rimasta incantata dalle bellezze storiche e dagli happening mondani della nostra città, inoltre ha coltivato una grande passione: l’arte contemporanea. Non una semplice cottarella, ma un autentico amore, che l’ha portata a viaggiare in tutto il Mondo, alla scoperta di musei, gallerie d’arte, retrospettive e personali di nicchia: condividerà con noi le sue esperienze e i suoi sentimenti, tra Londra, New York e Mosca. Buona lettura!

Gabriella

Buongiorno a tutti! Come Gabriella vi ha anticipato, fin da ragazza, ho coltivato uno spiccato interesse per l’arte contemporanea. Di conseguenza, ho spesso organizzato i miei viaggi in funzione di questa mia grande passione. Musei, gallerie e mostre: in Europa e Oltreoceano non mi sono mai fatta sfuggire alcuna occasione di arricchimento artistico.  Inizierò parlandovi di  Londra, cercando però di evitare luoghi comuni e ovvie banalità.
Le opportunità che la capitale britannica offre, si sa, sono infinite. Proprio in concomitanza con la presentazione nelle sale cinematografiche del film “The Iron Lady” , ho dunque deciso di parlare di un impulso artistico che è stato favorito proprio da Margaret Thatcher, durante la sua lunga permanenza a Downing Street: seppure in maniera del tutto inconsapevole, è stata proprio lei – grazie a quelle sue rigidità tristemente note – a favorire un profondo cambiamento del mondo dell’arte britannico.
La rabbia giovanile per le dure politiche imposte dall’esecutivo, ha infatti agito da collante per un talentuoso gruppo di allievi del Goldsmith Art College durante quegli anni ’80 così violenti per l’intero Regno Unito, ed in particolare per Londra. Al tempo della guerra delle Falkland e delle manifestazioni operaie, i giovani debuttanti di genio si sono rifugiati nella parte est della città, dove si pagavano affitti di poche decine di sterline al mese. Così sono nate le radici urbane della Young British Art.
E se oggi gran parte dell’East End è così trendy, buona parte del merito va proprio attribuito agli artisti che vi si insediarono e ai galleristi che seppero affiancarli.
A ciò si aggiunga che la Thatcher, per la vittoriosa campagna elettorale del 1979, decise di affidarsi alla agenzia pubblicitaria dei fratelli Saatchi, stabilendo con entrambi uno strettissimo rapporto personale che garantì loro ricchi contratti ed una larga fama mediatica.  Notorietà e prestigio con cui Charles Saatchi decise poi di sostenere il gruppo degli esuberanti laureati del Goldsmith Art College, ad iniziare da Damien Hirst.
Grazie alla potente macchina organizzativa dei Saatchi, nel 1997 i giovani arrabbiati sbarcano in forza alla Royal Academy di Piccadilly con la mostra intitolata “Sensation”: suscitò così tante proteste da raggiungere inevitabilmente uno straordinario successo di pubblico.
In poco meno di un decennio, grazie al fiuto imprenditoriale di Charles e alla smisurata creatività di cui – ancora oggi – continuano a dar prova i diplomati delle accademie, Londra è diventata la capitale europea dell’arte contemporanea, strappando a Parigi, Berlino e Colonia anche la leadership del mercato; questo, soprattutto dopo l’apertura nel 2003 di Freize, la fiera per addetti ai lavori che si tiene ogni anno in autunno all’interno di Regent’s Park.
Oggi, l’appassionato d’arte che si reca a Londra può dunque scegliere in una gamma di proposte la cui ampiezza è pari a quella di New York, e probabilmente senza rivali in ambito continentale. Tra le centinaia di gallerie meritano sicuramente una visita la Gagosian Gallery, la White Cube e la Whitechapel.
Arrivederci a… New York !

Giaele Bosio Compostella