Il mio punto di vista

Il salotto di Gabriella: le meraviglie dell’arte moscovita con Giale Bosio Compostella

staff
21 marzo 2012

Eccoci al terzo e ultimo appuntamento del mio personale “salotto giornalistico” che vede come ospite la cara Giaele. Dopo i due interessantissimi interventi su Londra e New York, questa settimana scopriamo con lei le meraviglie artistiche della capitale russa: Mosca, una meta spesso trascurata dai grandi appassionati d’arte contemporanea, che tuttavia riserva grandi sorprese. Buona lettura!

Gabriella

Eccoci infine a Mosca, città che non conoscevo e che avevo quindi molta curiosità di visitare! L’occasione mi è stata offerta dall’inaugurazione della mostra “Italian Zero e Avantgard ’60”, dove era esposto anche un quadro della mia collezione privata.
Questa mostra è stata ideata, nell’ambito del gemellaggio artistico Italia-Russia, per testimoniare – grazie all’esposizione di opere e documenti – l’atmosfera artistica della neo-avanguardia, un movimento comune a molti Paesi tra la metà degli anni ’50 e la metà degli anni ’60,  e per proporre una selezione degli ambienti artistici italiani il cui contributo è stato sicuramente determinante a livello europeo.
Erano stati perciò selezionati tra i più importanti e celebrati autori italiani dell’epoca: da Fontana a Bonalumi, da Manzoni a Castellani, fino ad arrivare ad altri artisti, forse meno noti, ma non per questo meno significativi dal punto di vista storico.
Durante la mia permanenza a Mosca ho voluto naturalmente visitare le principali gallerie; in particolare ho avuto la possibilità di essere invitata all’inaugurazione di un’interessante mostra di artisti russi presso la galleria della ex-modella Diana Zukova, più nota per essere l’attuale compagna del magnate Abramovich.
In attesa dell’apertura del suo “Center for Contemporary Culture”, la mostra era stata allestita in un suggestivo vecchio deposito di autobus, in cui erano esposte 40 opere di artisti russi suddivise tra quelle influenzate dal futurismo – risalenti ai primi 20 anni del ‘900 -, e quelle a noi contemporanee, tra cui un I-Phone gigantesco ispirato alla Tetlin Tower.
A livello personale posso anche testimoniare che nel colloquio che ho avuto con lei ho potuto verificare la sua autentica passione e la sua altrettanto grande determinazione nel portare avanti il progetto, fondamentale nel tentare di colmare l’evidente gap che divide attualmente Mosca da Londra e New York nel campo dell’arte.
Sono stata, inoltre, anche all’inaugurazione della 4° Biennale di Mosca, il cui ambizioso titolo – “Riscrivere il Mondo” – si riferiva alla capacità degli artisti presentati di generare idee nuove. In Italia, purtroppo, l’iniziativa non ha avuto il dovuto risalto sui media, anche se è stato un appuntamento chiave per molti talenti, tra cui alcuni italiani, quali il fotografo Andrea Galvani con la sua “Higgs Ocean”, Pietro Ruffo ed il torinese Paolo Grassini.
Concludo consigliando anche una visita alla Galleria Tretyakov, talmente famosa che è stata successivamente trasformata in un museo che raccoglie la più importante collezione di arti russe e che nel 1985 ha anche inaugurato una sezione di arte contemporanea dove sono esposte le caratteristiche statue del ‘realismo socialista’.

Il mio spazio su Luuk Magazine, purtroppo, è terminato. Sono felice di aver potuto condividere con voi questa mia grande passione e spero vivamente di avervi trasmesso, almeno in parte, tutto l’entusiasmo che anima la mia ricerca dell’eccellenza creativa e del talento artistico.

Giaele Bosio Compostella