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Il mio punto di vista

Il salotto di Gabriella: sorprese a Cape Town

staff
29 agosto 2012

Ritorna anche anche per questo settembre afoso il mio speciale “salotto”: ho voluto dedicarlo, ovviamente, alla magia del Sudafrica, invitando per l’occasione la mia amica di lunga data Raffaella Mattioli che ci racconterà del suo favoloso viaggio in questa terra ricca di meraviglie e sorprese, ma anche di terribili ambiguità. E intanto colgo la palla al balzo e le auguro il più sentito benvenuto nella famiglia di Luuk Magazine: a partire da questa settimana, infatti, Raffaella diverrà nostra collaboratrice regalandoci un’inedita rubrica culinaria dedicata alle ricette light intitolata “a modo mio”!
Buona lettura miei cari,
Gabriella

Il desiderio di rivedere una vecchia amica di studi, la curiosità di visitare una città affascinante, un compleanno da voler festeggiare con le mie ragazze: ecco i motivi che mi hanno spinta il 31 dicembre 2012 a volare a Cape Town.
Il viaggio aereo per il Sud Africa è comodissimo, non essendoci infatti differenza di fuso orario si arriva e si è subito “pronti”. Siamo atterrate pochi minuti prima della mezzanotte, in una città in festa, colorata non solo da luci abbaglianti e allegri fuochi d’artificio, ma anche da tantissima gente vestita con variopinti costumi; e mentre l’Africa lì fuori faceva gran festa noi, dopo un brindisi sulla terrazza del nostro albergo con vista sull’Oceano, ci siamo limitate ad una felice nanna.
Ad attenderci, il mattino dopo, il simpaticissimo Steven, nostra guida locale incaricata per i giorni successivi di farci scoprire tutta la magia del suo Paese. Ed ecco: il tour ha inizio!

Città del Capo è una città “estesa”,  la si percorre necessariamente in automobile ed in questo mi ricorda molto Los Angeles; ma è verde, infinitamente più verde, una gemma racchiusa fra l’Oceano e l’incredibile massiccio della Table Mountain. Durante il tragitto per arrivare a Capo di Buona Speranza è l’Africa che ti si presenta: con i suoi colori saturi, la  luce intensa, quella che si trova solo in questo continente, i profumi che ti avvolgono, la vegetazione rigogliosa e prepotente. Ti ammalia e ti conquista grazie ad una natura potente e vigorosa, che quasi esplode quando arrivi ad ammirare il panorama mozzafiato delle scogliere di Cabo da Boa Esperança e di Cape Point.
E che posto incredibile Cape Town! Immensa, spettacolare, una perla dalle continue sorprese, ma lacerata da dolorose contraddizioni.
Puoi passeggiare per Long Street fra edifici vittoriani, mercatini di artigianato locale, curiosi negozi e pubs in un atmosfera molto bohèmien, per poi prendere un taxi e andare al Waterfront dove ci sono giganteschi mall con tutti i negozi possibili e immaginabili, ristoranti di ogni tipo e intrattenimento di ogni genere.
Puoi camminare per ore nella lussureggiante flora dei meravigliosi giardini tropicali di Kirstenbosch e passeggiare poi nel quartiere malese di Bo-Kaap, fra case variopinte e moschee.

Puoi visitare la zona di “Cape winelands”, con i suoi ordinatissimi filari, le raffinate aziende vinicole in stile Cape Dutch, dove degustare le prelibatezze locali (e mi raccomando, portate dei crackers con voi perchè questa attività a stomaco vuoto non è affatto consigliabile!), passare dalla meravigliosa città universitaria di Stellembosch – dove le mie figlie sarebbero rimaste molto volentieri – e dopo pochi kilometri, camminare fra i cuccioli di ghepardi a Spier, perchè dopo tutto sei in Africa, un continente sorprendente.

Ed ecco poi le orde di buffissimi pinguini zampettanti che ti accolgono a Boulder Beach, solo a pochi kilometri dal centro, la teleferica che ti porta sulla sommità di Table Mountain, avvolta quasi sempre da banchi di nebbia, dove la flora è tipicamente montana e dove fra una nuvola e l’altra ti si aprono squarci di cielo limpidissimo. Dalla vertiginosa veduta della città e dintorni, puoi poi scendere al porto per imbarcarti alla volta di un altro impressionante spettacolo: a poche miglia dalla costa ci sono immensi branchi di foche, che si dilettano a sguazzare nell’acqua; ma attenzione perchè non è affatto un caso se i locali chiamano questo luogo “il fast food degli squali”!

E a proposito di spuntini, tra i numerosissimi ristoranti etnici tra cui scegliere, vi consiglio l’Africa Cafe, o ancora, tra i posti più raffinati per una cena squisita, l’Aubergine, dove per entrare non bisogna farsi aprire una porta, bensì un’inferriata, a ricordarti che c’è molta, forse troppa apparenza dietro a questo mondo così lindo e disciplinato.
Di ciò si ha la conferma appena girato l’angolo, quando a poca distanza da elegantissimi grattacieli ti colpisce con tutta la sua violenza il terribile orrore delle “township”, un’infinita distesa di baracche fatte di lamiera cartone, plastica, la maggior parte senza bagni e senza corrente elettrica, dove quotidianamente si consuma l’orrore della povertà, della fame, della lotta per la sopravvivenza.
Ed è così che in Sudafrica tutto può succedere. Anche di ritrovarti in un delizioso ristorante di pesce a chiacchierare con una compagna di studi originaria di qui, ma conosciuta a Los Angles, che non vedevi da secoli; e mentre segui il flusso dei ricordi ti senti chiamare e ti trovi faccia a faccia con un amico d’infanzia di Milano, accompagnato dalla sua deliziosa fidanzata argentina, che per l’assoluta magia del caso è nel stesso continente, nella stessa città, nello stesso ristorante in cui sei tu. Ma questa è un’altra storia…

Raffaella Mattioli