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Il Saluto: Il nostro biglietto da visita

staff
1 dicembre 2011


Il saluto è il primo approccio concreto con il prossimo. E’ il nostro biglietto da visita, la prima impressione che rimarrà legata all’immagine che l’altro si farà di voi. Il saluto è una porta che si apre: non si può mai essere certi di quello che si troverà dall’altra parte. Ricordate che nel momento in cui salutate, vi state rapportando con qualcun altro servendovi di segnali ben precisi. In ogni caso, un sorriso cordiale sarebbe il massimo, ma non sempre si è nello stato d’animo adatto.
Quindi, come salutare?

Ecco le formule di uso comune:
CIAO, HALLO, SALUT è una forma di saluto confidenziale valida a tutte le ore.
BUONGIORNO si augura dal mattino al tramonto.
BUONASERA, dal tramonto fino all’ora considerata discreta per ritirarsi.
BUONANOTTE a tarda sera.
SALVE, che in lingua latina augurava “stai bene”, contrariamente all’uso che molti ne fanno, ha un tono amichevole e familiare.
ADDIO in passato aveva una valenza augurale: “ti raccomando a Dio”. Si è poi trasformato in formula di saluto per i commiati di tono sia formale sia confidenziale (talvolta addirittura scherzoso!).

Quando incontrate un’amica/o e avete fretta, potete rivolgergli un semplice cenno con la mano e un sorriso. Come sempre vale la regola della spontaneità e del garbo.
Se invece vi presentano o voi stessi vi presentate a qualcuno di estraneo, rivolgete come prima cosa lo sguardo a quello della persona che state salutando, possibilmente accompagnando il gesto con un sorriso di simpatia e dicendo il vostro nome e cognome.
Vi consiglio di evitare di rispondere con formule del tipo: “Piacere”, “Onoratissima/o”, “Fortunata /o”. Sono modi antiquati.
La persona presentata non deve porgere la mano per prima, ma deve attendere “l’accettazione” da parte dell’altra.
La stretta di mano, comunica la disponibilità e l’entusiasmo che l’incontro con un’altra persona suscita. Una stretta di mano energica e calorosa trasmette contentezza e fiducia; porgere la mano lasciandola afflosciare in quella dell’interlocutore darà, al contrario, una sensazione di diffidenza. Così come il porgere solo la punta delle dita susciterà circospezione e malfidenza. Diciamo che la stretta di mano dovrà essere rapida, vigorosa accompagnata da un sorriso affabile.

Eleonora Miucci
Il Galateo di Madame Eleonora


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