Alberghi

Il Seminario arcivescovile di Milano diventerà una residenza a 5 stelle

Azzurra Bennet
13 marzo 2016

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Sembra che siano in fase avanzata le trattative con Ferragamo per far rinascere il Seminario arcivescovile di Milano dopo tanti anni di abbandono.
La struttura, situata lungo il centralissimo corso Venezia, risale ai tempi di San Carlo Borromeo ed è costituito da un maestoso edificio circondato da giardini e alberi secolari. Per acquistarlo si erano fatti avanti in quattro, dall’Italia e dall’estero, e Rocco Forte, magnate inglese degli alberghi di lusso, aveva scalzato gli altri; peccato che le trattative si siano prima arenate e poi definitivamente chiuse per mancato accordo sul prezzo. Alcune voci di corridoio affermano che qualche mese fa si sia fatta avanti la famiglia Ferragamo con l’idea di una residenza esclusiva con servizi a cinque stelle.
«È una fase delicatissima delle trattative, sotto diversi aspetti, e non è scontato arrivare all’accordo – precisa una fonte vicina all’operazione. La proprietà, dopo tanti anni di disarmo, è da ristrutturare totalmente e richiede investimenti importanti, per molti milioni».
Il Seminario, che non ha risorse per affrontare un restauro e per finanziare le attività di formazione dei preti e che si appoggia sugli aiuti della Curia, metterebbe l’immobile a reddito in modo che l’arcidiocesi sia libera di destinare più fondi alle emergenze sociali.
Niente trapela da Lungarno Collection, che opera nel business dell’ospitalità e fa capo alla famiglia Ferragamo: «Non ci sono mai state trattative, né ora né in passato», è la versione per la stampa. Massimo riserbo anche dall’arcidiocesi che ha delegato le negoziazioni al rettore maggiore Michele Di Tolve che si trincera dietro a un “no comment”.
Com’è naturale, a fronte di un esito incerto, si preferisce gettare acqua sul fuoco, ma sicuramente il potenziale affare c’è.


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