Cinema

“Il Socio” di Sidney Pollack (1993)

Giorgio Merlino
22 luglio 2011


Sia che siate appassionati di letteratura o amanti del cinema, la trama de “Il socio” dovrebbe esservi familiare; il film è stato infatti tratto dall’omonimo best seller dello scrittore statunitense John Grisham.
Il giovane ambizioso Mitch McDeere (Tom Cruise), dopo essersi laureato in legge ad Harvard con il massimo dei voti, viene conteso tra i più prestigiosi studi legali degli Stati Uniti.
La sua scelta ricade però su un piccolo e lussuoso studio di Menphis, il “Bendini, Lambert & Locke”, da cui viene strenuamente corteggiato e in fine convinto con uno stipendio a sei cifre.
L’ambiente tradizionalista del Tennessee e quello familiare dello studio coinvolgono da subito il giovane avvocato fiscalista che sembra aver intrapreso una vita da sogno. Dopo essere stato affiancato al mentore Avery Tolar (Gene Hackman), a causa dell’incessante lavoro, la preparazione all’esame di abilitazione professionale e una trasferta alle isole Cayman, Mitch comincia a trascurare la moglie Abby (Jeanne TrippleHorn), che ne soffre considerevolmente.
Come in ogni giallo che si rispetti, la vita non è mai rose e fiori, infatti il nervosismo della giovane sposa, strane coincidenze e avvenimenti fuori dal comune, come la morte di alcuni colleghi, insinuano in Mitch la vena del dubbio. Le sue supposizioni vengono presto confermate da una inaspettata visita dell’FBI e ha inizio un thriller mozzafiato tra false amicizie e killer senza scrupoli, da cui ne uscirà solo grazie ad un colpo di genio.
Il film è diventato un cult del cinema americano in concomitanza di numerosi aspetti.
Primo fra tutti l’origine della storia, tratta dal romanzo “The firm” che ha definitivamente lanciato il celebre scrittore John Grisham, diventando il settimo romanzo più venduto del 1991. A differenza di molti altre, l’opera cinematografica segue dettagliatamente quella letteraria e senza distaccarsi troppo dalla visione dello scrittore.
Altro elemento fondamentale è rappresentato dal cast. Tom Cruise si trovava in quel periodo nei suoi veri e propri anni d’oro e la critica definisce quella dell’attore come “l’interpretazione più coinvolgente della sua carriera”, mentre il grandissimo Gene Hackman ci ha regalato un’interpretazione degna del suo sessantesimo film in carriera.
L’unico e solo regista Sidney Pollack, dopo qualche anno di sbandamento, si cimenta proprio in questo capolavoro, realizzato con assoluta professionalità ma privo della personalità di un tempo. Costruito su misura per il divo Tom Cruise, incassa 158 milioni di dollari negli USA, con il quarto posto stagionale, e 270 nel mondo.

 

Giorgio Merlino


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