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Fotografia

Il Soffio delle Sirene

Alberto Pelucco
30 luglio 2014

12. Pausa s'uno scoglio Copy2014 MCL - Vieusseux -   Alinari

Tra le Bond Girl più famose, non si può non citare Kissy Suzuki, tra i protagonisti del film “Si vive solo due volte”. Ella è una ama, fa parte cioè di quel particolare gruppo etnico giapponese che il fotografo fiorentino Fosco Maraini immortalò durante il suo viaggio nel Sol Levante negli anni Cinquanta. Il risultato non è solo la mostra dal titolo: “L’incanto delle Donne del Mare. Fosco Maraini. Fotografie. Giappone 1954”, allestita al Museo di Arte Orientale di Torino, ma anche l’importante testimonianza di un costume antichissimo, risalente fino a duemila anni fa, praticato dalle donne che abitano isole, come Hèkura, Mikurìa o Ise-Shima.

Si tratta di pescatrici (ama significa appunto “donne del mare”) capaci di immergersi in apnea, senza equipaggiamento, per circa 2 minuti, fino a 20-30 metri. Tale pratica, della durata di un’ora, si ripete due volte al giorno. Dopo 60 immersioni, numerose sono le ceste piene di alghe, polpi, abaloni, stanati grazie a una speciale lama ricurva, fonti fino a quarant’anni fa di quel sostentamento economico, che permetteva alle donne di vivere anche da sole o sfamare tranquillamente la famiglia.

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A ogni immersione seguiva immancabilmente il No Isobue, il fischio acuto dal tono malinconico emesso dalle ama quando risalivano in superficie e che per i giapponesi esprime la difficoltà di questo mestiere, da sempre appannaggio del mondo femminile.

Quando infatti i mariti erano lontani da casa, a bordo di pescherecci, al sostentamento della comunità provvedevano ledonne, forti solo della loro capacità polmonare e della massa grassa del loro corpo, che, distribuita – secondo testimonianze locali – in modo diverso, permetteva loro una temperatura corporea più alta di quella degli uomini, anche nelle acque più fredde.

A colpire delle ama è il legame quasi simbiotico con il regno sottomarino, sviluppato già da adolescenti e mantenuto per tutta la vita. Molte infatti sono le donne che si immergono ancora a 50-60 anni, alcune fino a 80 e 90, con risultati incredibili in termini di adattamento dopo secoli negli abissi. Allo sviluppo di polmoni più resistenti fa da contraltare la riduzione della capacità uditiva, dovuta alla pressione dell’acqua, che porta le pescatrici a comunicare a voce molto alta.

27. Risalita Copy2014 MCL - Vieusseux - Alinari

Questi e molti altri devono essere stati gli aspetti di una cultura che affascinò Maraini. Da sempre attratto dalla cultura orientale, egli è celebre per i suoi innumerevoli viaggi in Anatolia, Tibet, Giappone, Corea di cui amava descrivere usi e costumi, armato di penna o macchina fotografica, come un moderno Erodoto.

E, come al suo illustre predecessore dobbiamo le indimenticabili pagine sulle avventure di Creso, all’autore di “Ore Giapponesi” e “L’isola delle pescatrici” dobbiamo il ricordo eterno di un costume che, complici la mutata concezione della donna nel Giappone moderno e un esiguo profitto economico della pesca subacquea oggi, va scomparendo.

Lasciando come sua unica traccia un fischio malinconico.

Alberto Pelucco

L’incanto delle Donne del Mare. Fosco Maraini. Fotografie. Giappone 1954
Dal 20 giugno al 21 settembre 2014
MAO Museo d’Arte Orientale Via San Domenico, 11 – Torino
Orari: da martedì a domenica, ore 10.00 – 18.00. Chiuso il lunedì
Biglietti: intero € 10; ridotto € 8; gratuito fino 18 anni.
Informazioni:
Web: www.maotorino.it
Tel: 011.4436928

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