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Leggere insieme

Il sogno di Hokusai

Marina Petruzio
18 dicembre 2016

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Il sogno di Hokusai è il libro che, attraverso Skira, Ilaria Demonti dedica ai bambini.

Dopo aver curato il catalogo della mostra “Hokusai, Hiroshige e Utamaro”, rassegna delicata e elegante dedicata allo ukiyoe, noto in occidente come le immagini dal Mondo Fluttuante, la casa editrice si dedica a questo piccolo libro che attrae subito per l’uso di quel blu così tipico in Hokusai, chiamato allora come oggi con un nome altrettanto affascinante che evoca mondi lontani, a noi come a Hokusai, il Blu di Prussia, di cui siamo perfettamente pieni dopo aver visto la mostra e di quei due bianchi, uno rotondo e cremoso, l’altro riflettente, che stanno a sottolineare uno la luna e l’altro la figura che le ammicca, Hokusai. L’uomo e la natura.

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Il Mondo Fluttuante, il mondo che galleggia, sul fiume, sull’oceano. Particolare la visione del mondo sull’acqua, di un blu che ne è dominante e di una terra che vi naviga in balia dei suoi umori. È così che Hokusai, con quel nome così importante e forse un po’ difficile da ricordare, Katsushika, dipinse nel corso della sua lunga vita lo spettacolo della natura e dei paesaggi.

E dopo aver dipinto per 36 volte da angolazioni diverse il monte Fuji, dopo averlo fatto piccolo piccolo innanzi alla magnificenza del mare che si alza in una Grande Onda, dove il Blu di Prussia si fa protagonista assoluto, dove il bianco della spuma delle onde fa sembrare le sue creste piccoli artigli protesi a conquistare la terra che gli sta sopra, dove spruzzi e neve si confondono; dopo aver dipinto e ridipinto la brulicante vita della città di Kyoto, l’attuale Tokyo, un cavaliere a cavallo con i vestiti gonfi dal vento che sembra una freccia tanto è allungato e mirato il suo percorso la velocità della corsa del suo cavallo; un bambino fermo davanti alla ruota del mulino che alza spruzzi e muove l’acqua ha al guinzaglio una piccola tartaruga; operai sono intenti a costruire una casa si lanciano mattoni in equilibrio su piccole assi, segano, ammonticchiano; i contadini arano, seminano, trasportano acqua in quei cesti in equilibrio sulle loro spalle. Dopo tutto questo brulicare incessante di persone in costante attività, di scorrere di acque, ecco piccole donne perfettamente truccate e vestite elegantemente avvolte in tessuti variopinti, i capelli trattenuti, gonfi di un nero lucido, sullo sfondo sempre il monte Fuji, la neve o la pioggia, le nubi grandi bianche e spumose, le risaie verdi e la paglia sui tetti… non una libellula.

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In questo mondo fluttuante, anche di vita, sopra l’acqua Hokusai fissò molte sfaccettature ma qualcosa gli sfuggiva, mancava. Poteva dare movimento, gonfiando i suoi vestiti come pieni d’aria, poteva con i suoi disegni farci intuire le voci, le risate i richiami, farci sentire il temporale così come  farci immaginare la potenza di quell’onda che arrivando da lontano, si fa alta e rumorosa, la bellezza delle cose, i piaceri della vita ma…il volo di un piccolo insetto?  Come fermare quel volo su un foglio di carta?

Ed è su questo pensiero così insinuante che Hokusai si addormenta un tardo pomeriggio sotto un albero. Il suo quaderno degli schizzi in mano, il suo pennello che rotola via. Inizia un sogno, il sogno di Hokusai.

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E in quel blu di piccoli punti sulla carta porosa, avvolta da disegni delle stoffe della tradizione giapponese, accompagnato dalla luna, Hokusai sogna di percorrere quel mondo fluttuante per carpire il segreto del fluttuante volo della libellula.

Buonasera, signora farfalla! Sto inseguendo una libellula da molto lontano, a trovarla mi daresti una mano?

Così alla civetta, alle lepri che forse col muso tentavano di imitare quel volo leggero come un’ombra. E ancora alla gru del mattino e alle ranocchie, cra, cra! Comincia così una passeggiata, dapprima notturna, di animale in animale, un gioco al rimando: la farfalla alle lepri, le lepri alla gru, la gru alle rane alle carpe, le carpe ai pescatori in mezzo al mare e questi alle bellissime gheishe.

Il rosso tenue del tramonto fluisce nel blu di prussia della notte per farsi nero col passare delle ore e rosa al levar del nuovo giorno.

Dalla terra all’acqua per tornare poi sulla terra e in volo finalmente sulle parole della bellissima gheisha: Caro Hokusai, la risposta anche tu la sai: una libellula, per riuscire a disegnarla, devi solo…liberarla!

Così il libro si fa silente, il testo scompare, dalla lontana onda arriva fluttuante una libellula come un origami vestita, Hokusai la sente leggera, vicino al suo viso, si desta e inizia a disegnare.

Il volo della libellula finalmente?

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Mio piccolo cacciatore di libellule

oggi

chissà fin dove ti sei spinto…

CHIYOJO

 

 

Il sogno di Hokusai
di e illustrato da Ilaria Demonti
edito SKIRA Kids
euro 16,50
età di lettura: per tutti


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