Musica

Il suono del flauto è giunto fin qui

staff
4 aprile 2011


Grande successo per la prima del Flauto Magico alla Scala di Milano.
William Kentridge, uno degli artisti contemporanei più noti e apprezzati al mondo, porta nel teatro milanese l’ultimo capolavoro di Mozart, dandogli nuova luce con una regia di grande effetto.
L’artista sudafricano sviluppa lo spazio scenico come una camera oscura dove l’ universo dell’ opera è evocato da videoproiezioni e disegni luminosi. Il palcoscenico è come una grande macchina fotografica che riprende i movimenti, le voci, i sogni e i pensieri dei personaggi.
Bianco e nero, lampi di luce e buio fanno irruzione sulla scena trasformano il palco in una scatola magica sempre in movimento ed evoluzione. In questo ricco sfondo irrompono elementi visivi che, uniti ai colori del suono, definiscono la traiettoria di un viaggio verso la felicità.
Niente di forzato, una rappresentazione di grande qualità e nello stesso tempo leggiadra e armoniosa. L’uso del digitale, in questo caso calzante anche nell’opera settecentesca, sembra fondersi con la bellezza della musica senza offuscarne il potere.
Fascino e meraviglia colpiscono lo spettatore che si immerge inevitabilmente nella celebre favola mozartiana senza mai incontrare la noia.
Il versante musicale di questo «Die Zauberflöte» (titolo che manca dalla Scala dal 1998) è invece affidato al tedesco Roland Böer che guida un cast di specialisti mozartiani di cui fanno parte i l basso austriaco Günther Groissböck (Sarastro), il soprano di coloratura russo Albina Shagimuratova (Regina della Notte), il soprano salisburghese Genia Kühmeier (Pamina), il basso Alex Esposito (che dopo essere stato Leporello, torna al Piermarini come Papageno), e il tenore albanese Saimir Pirgu (che come Tamino si alternerà con Steve Davislim).

 

“Ah, un tale flauto vale
Più di oro e corone,
Perché con lui s’accrescerà
La fortuna dell’uomo e la felicità”

 

Marcella Di Garbo


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