Musica

Il Teatro La Fenice presenta la nuova stagione lirica e le sue quattro Violette

Elsa Galasio
31 marzo 2014

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Verdi, Bellini, Rossini, Donizetti, Puccini e Vivaldi; non mancherà proprio nessuno dei pilastri della storia operistica italiana nella prossima stagione del Teatro La Fenice di Venezia.

Sull’onda della scorsa stagione e della prospettiva Expo 2015, la Fondazione del Teatro proporrà al pubblico veneziano 18 titoli pari a 128 alzate di sipario oltre ai concerti e alle collaborazioni con i giovani del Conservatorio.

La crisi italiana in campo artistico è un indubitabile dato di fatto che preoccupa tutti gli enti lirici rimasti in campo dopo la “peste” anti-cultura. In questo panorama Il Teatro La Fenice resiste, anzi, rincara la dose adottando la strategia della produttività.

Fenice traviata

É così che Giorgio Brunetti, vicepresidente della Fondazione, presenta orgogliosamente il modello che l’anno passato ha portato La Fenice a chiudere il bilancio in pari nonostante le difficoltà: valorizzazione delle masse artistiche stabili, massima resa e ottimizzazione del turismo.

Proprio il turismo sarà la chiave del successo, grazie anche a Expo 2015, che indicherà Venezia, con la sua affascinante laguna, come ineguagliabile meta di escursioni. Sarà anche per questo che Traviata, tra le più celebri opere al mondo, verrà rappresentata ben 4 volte in cast diversi ma con la stessa affascinante regia di Robert Carsen. Tra gli interpreti più noti troviamo Irina Longu e Maria Agresta (recentemente premiata come miglior cantate lirica 2013) nei panni di Violetta, Leonardo Cortellazzi e Piero Pretti nel ruolo di Alfredo e gli italiani Marco Caria e Luca Salsi nel ruolo del temibile Giorgio Germont.

Affianco ai grandi titoli ci sarà spazio anche per nuove proposte o chicche meno conosciute ma di grande bellezza; è il caso della prima assoluta firmata Giorgio Battistelli Il medico dei pazzi, irriverente commedia napoletana in musica supportata dalla regia di Andrea De Rosa.

E poi ancora l’Alceste di Gluck, Il Ponte sulla Drina di Sparavalo e la Juditha triumphans di Vivaldi si alterneranno all’ Otello di Verdi, Tosca di Puccini, Il Signor Bruschino di Rossini.

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Complici della produzione il Teatro Malibran, che nel ’96 ospitò le produzioni del Teatro La Fenice dopo il rovinoso incendio che ne devastò la struttura, il Cortile di Palazzo Ducale, che farà da sceneggiatura all’Otello di Verdi anche il prossimo anno, e le collaborazioni con il Maggio Musicale Fiorentin, l’Arena di Verona, la Biennale di Venezia, Oper Leipzig e Teatro Regio di Parma.

Si apre a novembre con una doppia inaugurazione tutta verdiana: Simon Boccanegra e l’immancabile Traviata dirette da Myung-Whun Chung e dal maestro stabile Diego Matheuz.

Elsa Galasio


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