Il trend “post parto perfetto” non funziona

Enrica Costa e Deborah Papisca
15 dicembre 2013

mamma con bimbo

Hai la stessa luccicanza di un passeggero al check-in per il volo diretto ai Caraibi.
Sei fuori dall’ospedale. Salutare con estremo trasporto anche il lavapiatti della cucina, ok lo capiamo. L’entusiasmo di una neomamma che se ne ritorna a casa con il bebè tra le braccia è comprensibile, però baciare la griglia porta piatti, è stato un po’ eccessivo…ma proviamo a capire pure quello.
Stai aspettando tuo marito che ti carichi in macchina e ti riporti nel vostro nuovo nido d’amore. Da due ora siete in tre. La Natura e i suoi miracoli, che meraviglia.
Durante il viaggio verso casa fai un breve percorso a ritroso da quando sei stata ricoverata con il pancione, hai legato con le tue vicine di letto, ti sei contorta come un vampiro davanti a una testa d’aglio mentre eri in sala travaglio e hai ridotto a brandelli la copertina della rivista con la mamma modello “sono tutta fitness ed energia” – ti ha implorato  fino all’ultimo di non farlo, lei dopotutto è uno strumento del sacro marketing…
Il viaggio lento in macchina ti sta conciliando un sonno che senti di avere perso per strada almeno tre giorni prima e il tuo seno sta lievitando come una pagnottella per la montata lattea.
E finalmente “Lassie” è tornata a casa.
Ora puoi resettare la tua vita ormai cambiata (e, se possiamo aggiungere, radicalmente…ma tu non fare troppo caso a questo) e ripartire da zero.

Da dove iniziare?

1. Qualcuno ti ha illuminato sul fatto che devi riposarti quando il nanucolo sdentato si riposa?
Se sei una di quelle che “la casa prima di tutto” lascia perdere. Se pensi di ritrovare le tue energie lascia perdere. Se pens…lascia perdere.
La casa può aspettare e la cosa migliore è cercare di organizzarti con parenti (ci auguriamo tu abbia il beneficio di una madre e in mancanza d’altro della suocera, anche se poi per questa eventualità ti regaleremo il kit per “Il rito voodoo perfetto” se la signora dovesse complicarti le giornate invece di alleggerirtele) o amici, o vicini di casa, o una donna che ti aiuti a svolgere i lavori domestici.

2. Il post parto è un periodo speciale
Non confondere la parola “speciale” come mirabolante, fantastica, tutto sorrisi e cotillon perché non è vero.  Sì, ok, “il sorriso di un bambino ti fa dimenticare tutte le tristezze del mondo”, ma noi abbiamo anche l’aforisma alternativo che “il pianto inconsolabile di un neonato con le coliche gassose – di cui parleremo ampiamente in futuro – ti fa venire voglia di cadute libere dal quinto piano”. Ci piace, lo proporremo come bigliettino nei dolcetti della felicità cinesi (ndr).
Per “speciale”, dunque, ci riferiamo al fatto che trascorrerai un periodo (che può variare dai tre mesi a un anno) in cui il pigiama o una comoda tuta potrebbero essere i tuoi outfit di tendenza, dove i capelli rischieranno di essere oggetto di una onlus con lo slogan: “Non restate indifferenti, facciamo qualcosa per loro” e l’attività cerebrale sarà simile  quella di un troglodita  nell’età del fuoco.

3. La verità non fa male, anzi
Una neomamma deve sapere che l’arrivo di un bambino è bello, ma spesso difficile come risolvere il cubo di Rubrik. Se sa è più consapevole. Se è più consapevole trova le soluzioni e non si spaventa. Se non si spaventa è più serena ed equilibrata. Se è più serena ed equilibrata è più pragmatica e se è più pragmatica ha la certezza che il trend del post parto perfetto non esiste.
Per fortuna…

Continua…

Enrica Costa e Deborah Papisca

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